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Massimo RivenciROMA – Sabato 24 settembre 2011 si inaugura alle ore 18.30 presso lo spazio Vista Arte e Comunicazione, in Via Ostilia 41 (zona Colosseo) a Roma, la mostra collettiva degli artisti: Paolo Beretti, Monica Buriola, Monica Carbosiero, Marco Fortunato, Erika Lecchi, Caterina Matricardi, Frances Melhop, Cinzia Munari, Silvia Plancher, Pierluigi Razza, Massimo Rivenci , Mirko Terrana.
La mostra è dedicata all’indagine del Bianco/Nero tramite opere che prediligono la scelta del contrasto monocromo per evidenziare la drammaticità delle narrazioni che risaltano con maggior potenza dall’antitesi di luci ed ombre

“Vista” è un centro dedicato all’arte e alla comunicazione che nasce dall’esperienza di alcuni giornalisti da sempre impegnati nell’organizzazione di eventi d’arte e cultura. Una project gallery che si rivolge ai giovani talenti esordienti, ma accoglie anche esperienze confermate all’ombra della splendida cornice del Colosseo.
La mostra B/N ha come scopo quello di indagare le emozioni della pittura e della fotografia risultanti unicamente dalla contrapposizione di bianco e nero.
La scelta del contrasto monocromo è fatta per evidenziare la drammaticità delle narrazioni che risaltano con maggior potenza dall’antitesi di luci ed ombre.
L’esposizione ha come fine ultimo quello di aprire attraverso l’indagine sul Bianco/Nero una parentesi sul lavoro di artisti contemporanei che prediligono manifestare il loro sentire utilizzando unicamente questi due colori.

Artisti esponenti:
Paolo Beretti <<La vita è una successione caotica (esaltante, insopportabile?) di sensazioni, incontro e scontro di diversità. Forti contrasti con sfumature che tentano di farli incontrare.
La mia pittura è come lo specchio di stati d’animo; espressi in modo istintivo, esplicito; o come filtrati dallo sguardo del mondo multimediale>>.
Monica Buriola  nasce in Svizzera da genitori emigranti. Si trasferisce in Italia all’età di 16 anni, dopo aver frequentato le scuole serali medie in svizzera, e preso il diploma di terza superiore. Le sue ambizioni erano tante, ma i licei troppo difficili e costosi per una che arrivava dall’estero non le consentono di proseguire gli studi. Così ha iniziato subito a  lavorare, i primi soldi guadagnati li spende sempre e rigorosamente in macchine e attrezzature fotografiche. Ora è titolare di una pizzeria da  asporto e coltiva sempre questa grande passione per la fotografia. Definisce le sue foto  imperfette…., non ha mai fatto corsi, pertanto è completamente autodidatta,  cerca nel suo piccolo di far vedere alla gente cosa vedono i suoi occhi: situazioni, emozioni, gioie e tristezze, bellezze che ci circondano.
Monica Carbosiero Nel 1985 ha conseguito un attestato di qualifica professionale di fotografia della Regione Puglia. Iscritta alla FIAF dal 1992. Ha al suo attivo collaborazioni con giornali locali e nazionali e numerose mostre personali e collettive e vanta ammissioni e premiazioni in diversi concorsi fotografici. Si attiva nel bn fine art, nello studio del colore, nel reportage, nei ritratti e nella fotografia concettuale. La fotografia per lei è prima di tutto un bisogno desiderio di registrare dall’interno di un sogno di libertà, sceglie un tempo nell’accadere e si espande in luoghi e spazi che altri non riconoscono reali.
Marco Fortunato << In Water game i paesaggi immortalati con la mia Yashica rispecchiano la visione che questa macchina fotografica mi da della realtà. Tramite questa ottica la realtà mi sembra più vera, dovuta al legame tra soggetto e il suo segno  impresso sulla pellicola. E’ il ritorno al genuino in cui l’originale scatto non è modificabile dalle tecniche moderne, ma rispecchia le capacità tecniche compositive del fotografo in quello che mi piace definire “buona la prima!”  Incontro è un estratto della mia ricerca sulla materia. La composizione degli oggetti nella loro fisicità vengono estraniati dal contesto lasciando all’osservatore la lettura della fotografia. Questo fa parte del rapporto che cerco di instaurare tra l’opera e lo spettatore ,dimostrando la non univocità della lettura dell’immagine ma la sua dipendenza dalla formazione culturale di chi osserva>>.
Erika Lecchi (in arte Erika HerArt) L’opera The Path  rappresenta il cammino tra gli opposti, il bianco e il nero, la luce e il buio, la notte e il giorno….è dedicata alla canzone The Path del gruppo rock metal finlandese HIM.”Cammino tra i giardini dalla luce morente, attraverso tutti i fiumi profondi e neri come la notte, cercando una ragione al tempo che ci passa oltre. Vedo attraverso l’oscurità la via verso casa,  il viaggio sembra infinito ma andrò avanti…Le ombre si alzano e cadono, e la notte annega nell’alba…. ”
Caterina Matricardi <<Amo semplicemente fotografare figure in controluce creando atmosfere indistinte di luce e ombra e a volte anche con un effetto di mosso>>.
Frances Melhop Deming <<Ho partecipato al progetto residenza di artisti con MIRA (MARTIGNANO INTERNATIONAL RESIDENCE FOR ARTISTS) in Salento, nell’ottobre/ novembre 2010. Il mio progetto si è concentrato sul realizzare un documento fotografico tradizionale  su vecchi alberi d’ulivo… in particolare su quelli che sembravano avere corpi e celare nei tronchi facce umane e fiabesche…Sto raccogliendo anche fiabe e ricette della zona….in modo da poter realizzare forse in futuro un bel libro gigante>>.
Cinzia Munari è nata a Lodi. Vive e lavora a Noceto (Parma, Italy). Grafica pubblicitaria, si occupa di marketing sportivo. Dopo un primo periodo artistico trascorso a Milano si trasferisce nella ridente provincia parmense dove resta in attività sino alla fine del 1996, continuando, però, a lavorare per i suoi collectors per poi riprendere definitivamente nel 2005.
Con “Ritmo & Colore” presenta lavori ad olio in una personale di arte contemporanea molto particolare in contrasto con la location espositiva, una Rocca dei primi del 1200. “Alterazioni di Colore”  personale dedicata al colore e alle variazioni possibili dei toni dello stesso. Partecipa a collettive di giovani artisti e a collettive a scopo benefico non ultima “Noceto per L’Aquila”. In preparazione una personale “Black + White and other colors” giochi di colore. In Infinity la materia fluttua nel vuoto, libera di vagare senza interruzioni. Spazia senza una destinazione finale, senza un itinerario definito nelle autostrade astrali prive di vincoli e caselli per il pedaggio.
Silvia Plancher <<Il tempo consuma le parole Effimera come sabbia spazzata dal vento. La vita umana come carta ed inchiostro. Parole consumate dal tempo che scorre inesorabile senza fine. Pozzanghere urbane Fuga dal lager, dalla prigionia e dalla tortura. Finalmente fuori dal tunnel, il riflesso del mondo esterno attraverso le pozzanghere>>.
Pierluigi Razza << Le mie fotografie si chiamano”Perdersi in un alb3ro” (proprio con il 3dopo la b) e “oggetti smarriti”. La tematica che le accomuna è il “passaggio” tra il quotidiano trantran,a volte grigio, con le nostre rassicuranti abitudini e lo stupore bimbo del dolce “smarrimento”. Entrambe fatte durante una passeggiata senza pretese nel mio paese in un pomeriggio assolato ed entrambe spunti per arrivare in posti “altri”, pur stando fermi su un marciapiede o entrando casualmente in una sala. Chi da piccolo non si è mai fermato ad osservare un albero, le sue foglie? O non è rimasto incantato nel vedere la macchina da cucire di una zia o  la sicurezza nei gesti con cui si cucivano i vestiti, quasi che l’abilità del ragno nel tessere fosse un segreto raccontato ad alcune donne. Condotti da suoni del vento sulle foglie, luci e oggetti che fanno parte della nostra memoria ma in qualche modo abbiamo “perso” senza accorgercene è possibile liberare l’immaginazione condotta dallo stupore  per aver ritrovato qualcosa che abbiamo dimenticato lungo il “cammino”senza accorgercene, l’essere “bambino”. Il passaggio può essere questo,sentirsi liberi in una visione anche solo interiore,che non ha età ed in cui non ci sono dei limiti>>.
Massimo Rivenci classe 1964, si avvicina al mondo della fotografia a circa vent’anni. Autodidatta, e’ affascinato dalle immagini dei Grandi Maestri del calibro di Ansel Adams, Franco Fontana, Mimmo Jodice e altri paesaggisti. Coi quali condividerà – mentalmente – fin dal principio l’interesse per i molteplici aspetti che riveste il tema del paesaggio. Con l’avvento del digitale e una certa dimestichezza con il computer decide di intraprendere, nel 2000, la professione di fotografo specializzandosi nella cosiddetta fotografia commerciale e creazione di virtual tour per il settore turistico. Nello stesso periodo diventa collaboratore di alamy.com (stock images) grazie al quale le sue foto scavalcheranno i confini italici per approdare in molti paesi stranieri, tra cui gli Stati Uniti. La sua ricerca personale si impernia sull’analisi dell’intrinseco rapporto “Uomo-Natura” e sul valore mistico che tale indissolubile legame riveste – per l’uomo.
Mirko Terrana <<Il bacio è un importante fonte di contatto fisico fra due persone ed è per questo che assume diverse caratteristiche e significati a seconda del contesto, ed oggi è diventata in molte culture del mondo una comune forma di espressione di affetto, ma anche di amore, passione amicizia e saluto. Nell’opera, raffiguro un bacio di amore tra due giovani, circondati da un groviglio di elementi morfologici che stanno a simboleggiare le difficoltà quotidiane>>.

Informazioni:
DURATA: 24 settembre 2011 – 7 ottobre 2011
INAUGURAZIONE: sabato 24 settembre 2011 h:18.30
ORARI: dal lunedì al venerdì h:14.30 – 19.30; sabato h: 17.00 – 19.30
LUOGO: VISTA Arte e Comunicazione, Via Ostilia 41, Roma (zona Colosseo)
CURATRICE: Mara Valente
INFO: tel. 06.45449756; [email protected], [email protected]