Home Mostre Natura in posa. Museo Santa Caterina a Treviso

Natura in posa. Museo Santa Caterina a Treviso

468
Francesco Bassano
Scena di mercato

TREVISO – Dal 30 novembre 2019 al 31 maggio 2020 il museo di Santa Caterina a Treviso ospita la mostra -Natura in posa, in dialogo con la fotografia contemporanea-. L’esposizione, curata da Francesca Del Torre, con Gerlinde Gruber e Sabine Pénot, vuole documentare l’evolversi della “natura morta” tra la fine del 500 e il XVII secolo attraverso cinquanta dipinti provenienti dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, presentati per la prima volta in Italia. Sono creazioni artistiche messe in realazione con le più iconiche fotografie contemporanee.
Le opere di Francesco Bassano, Lodovico Pozzoserrato, Jan Brueghel il Vecchio, si fanno notare per l’accuratezza dell’esecuzione. Per la bellezza delle cromie. Gli oggetti delle nature morte, originali vanitas, strumenti musicali, vari tipi di frutta, scene di mercato, composizioni floreali, anche se nei vari movimenti pittorici hanno subito trasformazioni, hanno tuttavia mantenuto la denominazione e la riconoscibilità.
Fino alla metà del 17° secolo si parlava e si scriveva della natura morta come la pittura degli animali e dei fiori non essendo ancora stata inventata una precisa definizione. Solo dopo tale data il genere diventa autonomo e nelle botteghe olandesi della seconda metà del 600 si conia il termine Still-leven, natura in posa. A partire dal 1750 l’espressione nature morte si afferma in ambito francese. Si è realizzato l’affrancamento dal più ampio contesto figurativo con il decadere di quel ruolo subordinato a cui la natura morta era stata relegata. Allora prevale l’arte di rappresentare, con rigore quasi scientifico, gli oggetti reali che si accumulano nel quadro. Anche se sembrano accennare ad un senso meno scontato. Come l’eternità polverosa negli oggetti più comuni di Morandi. O la “voce remota delle cose” di de Chirico che bisogna sapere ascoltare “dietro il paravento inesorabile della materia”.
Queste riflessioni ci fanno intuire la particolarità delle nature morte. I loro oggetti sono decontestualizzati. Acquistano una certa monumentalità. In quanto l’artista li inserisce in nuovi contesti di osservazione e ne fa emergere nuove forme e nuovi colori. Se osserviamo la “Scena di mercato” di Francesco Bassano presente in mostra, anche se conosciamo la fonte da cui nasce, tuttavia la luce che illumina la tela non sembra reale ma costruita. La scena campestre pensata dal pittore è ricchissima di figure: donne cavaliere macellaio venditori bambini. Di oggetti: ciotole bastoni tavola con una candida tovaglia. Di animali: cane agnello cavalli buoi. Con il focus dell’opera che sembra essere quel paesaggio che a partire dall’albero leggermente inclinato indirizza lo sguardo verso la collina dove una luce balenante rimanda agli strati nebulosi del cielo. Ogni componente animata o inanimata della tela svolge una precisa funzione. L’atmosfera è serena. Sembra che tutto sia destinato a durare. Una scena che invita alla tranquilla contemplazione. La bravura tecnica del pittore è innegabile. Ma non può nascondere una sorta di ambiguità: le figure gli oggetti gli animali il paesaggio sono destinati a scomparire. A diventare polvere.

sito: www.mostranaturainposa.it