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“Verde Contemporaneo”: mostra fotografica di Daniele Cametti Aspri

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"Verde Contemporaneo": mostra fotografica di Daniele Cametti Aspri Roma – “Verde Contemporaneo”, il lavoro fotografico di Daniele Cametti Aspri che descrive quella nuova tonalità di verde comunemente abbinata con il “Grigio Cemento” o il “Grigio Asfalto” nella giustificazione paesaggistica ed ambientalista dello sviluppo della nuova urbanizzazione ad alta densità e dei mega centri commerciali ecofriendly, sarà esposto il prossimo 9 e 10 Maggio presso la galleria Interno 14 nell’ambito di “Niente da vedere”, la mostra collettiva inserita nel circuito di Open House Roma, annuale evento di architettura romano.

Insieme a “Verde Contemporaneo” di Daniele Cametti Aspri, il progetto fotografico collettivo “Niente da vedere” propone anche i lavori fotografici di Vincenzo Labellarte (“Assedio”), Paolo Fusco (“Insulae”) e Sergio Figliolia (“Blank”), per puntare i riflettori sui paradossi visivi di una Roma puntellata dai “segni della modernità” e indagare i loro ruoli nei processi di percezione e vivibilità degli spazi cittadini.

Il programma completo dell’evento vede, accanto alla mostra fotografica, un evento video (presso Corte) e una rassegna cinematografica (presso il Kino) con tavola rotonda per indagare la trasformazione degli spazi urbani romani.

“Verde Contemporaneo” di Daniele Cametti Aspri
galleria Interno 14
Roma – Via Carlo Alberto 63

“Verde Contemporaneo” è una nuova tonalità di verde comunemente abbinata con il “Grigio Cemento” o il “Grigio Asfalto” nella giustificazione paesaggistica ed ambientalista dello sviluppo della nuova urbanizzazione ad alta densità e dei mega centri commerciali ecofriendly. Solitamente è usato con parsimonia attraverso spennellate di alberelli di piccolo fusto di giovane età confinati in aiuole asfittiche che sicuramente ne fungeranno anche da tomba in breve tempo. Parimenti, il verde contemporaneo è presente anche nei rendering dei progetti urbanistici di studi di architettura blasonati e spesso viene usato con successo come alibi ad opere di cementificazione massiccia. La realtà è spesso diversa dalla fantasia degli architetti.

Nel percorrere le strade delle nuove periferie la nostra percezione visiva è stimolata da immagini inconsuete. Contrasti evidenti di spazi verdi costretti dal cemento in zone al limite della città ma circondate dalla campagna. Un contrasto che appare ancora più evidente vista l’ampiezza dell’orizzonte. Un connubio di colori inatteso per una società che dovrebbe tendere alla vivibilità ed a sistemi urbani eco-compatibili.
Ma a tutto esiste una spiegazione. Il “Verde contemporaneo” è infatti il frutto di un paradosso nell’attuale regolamentazione per l’affidamento di appalti di urbanizzazione ed il loro rapporto con la realizzazione di servizi pubblici affidatigli dalle amministrazioni comunali. A fronte delle concessioni edilizie di grandi insediamenti urbani, spesso collegati con centri commerciali, le amministrazione affidano ai costruttori la realizzazione delle strutture di servizio pubblico: rete idrica, strade, parcheggi e aree di verde pubblico. Queste opere vengono realizzate dal costruttore al posto del pagamento di oneri edilizi all’amministrazione e rappresentano un’ulteriore occasione per incrementare il margine di profitto a discapito della qualità di vita.

Da qui la definizione “Opere di urbanizzazione a scomputo” e la nascita del “Verde contemporaneo” che si erge a simbolo dell’ennesima attività lucrativa a scapito del benessere della comunità.

Altri dettagli:
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