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Raoul Santini

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Nato a Piobbico (PU) il 30-11-1947
Resiedo a Pesaro.
Inizio a dipingere e a disegnare nel 1970. La mia formazione artistica è prevalentemente autodidatta. Nel corso di questi anni ho sperimentato varie tecniche pittoriche. Nonostante la mia produzione sia preponderante nelle opere ad olio, non trascuro di creare anche con l’acquerello e la china.
La mia pittura realistica si sofferma quasi totalmente sui paesaggi della mia terra e raramente su nature morte o floreali.

Ho partecipato a mostre collettive e personali con prevalenza a Piobbico e a Pesaro. Sono stato premiato con la medaglia d’argento alla 3^ biennale nazionale della città di S.Leo.

Read More Quando giunge l’invito a scrivere su chi si dedica alla pittura con tutta la passione e l’amore dimostrato nel contatto sempre rilevante con l’uomo che lavora, pensa, agisce con i colori, le forme e i soggetti, si resta interdetti se passare direttamente all’analisi critica della produzione oppure tenersi sul versante della scoperta della persona delle sue concezioni umane, dei suoi pensieri. Credo che la seconda ipotesi e tramite questa si possa trovare il filo rosso che lega i risultati dell’espressione del pittore, nel nostro caso le immagini dipinte con colori ad olio in estrema serenità e semplicità, le stesse che si riscontrano in RAOUL SANTINI dai modi schietti e profumati dei fiori del suo monte Nerone, rischiarati dalla speranza “carbonara” che eleva e sorregge la gente delle sue origini, confermati dai suoi occhi vivi e penetranti e contemporaneamente schivi e pronti a ricevere consigli o ad approvare giudizi. Scoperta la sorgente, che l’acqua è di vena, non resta che bere ed apprezzare la sua forza di dissetare e provare le eterne gioie della freschezza e della purezza. Le divagazioni vengono a proposito nel nostro caso quando sulle tele di Santini ritrovi il gusto di vedere dal vero le cose più semplici un prato, un cavallo e ti accorgi poi, pian piano che sul cavallo scende, dolce e furtiva una luce chiara che ti fa ricordare i tocchi del “bianco per lumettare” dei ceramisti rinascimentali. Oppure scopri un particolare ingenuo che a prima vista ti lascia perplesso, e che poi si riscatta nel contesto di una visione limpida delle cose o sottintende un sottile riferimento, magari inconsapevole, alla pittura classica sulla quale si è formata la nostra mente e la nostra immaginazione di nati nelle Marche prolifiche di pittori, esercitata forse davanti ad una immagine devota di una pala d’altare, ad una espressione più o meno manieristica di un racconto biblico, o alla purezza intuitiva e miracolosa dei grandi Raffaello o Piero.     Nel ” mare magnum” dell’espressione visiva di oggi, certo Santini potrà passare inosservato, ma egli sa di possedere tesori come la passione e la garanzia di coltivare con onestà, impegno, sollecitudine il lavoro intrapreso, perché le sue possibilità, la sua sensibilità, la sua attitudine non lo tradiranno e saprà dare sempre migliori risultati.

(recensione del prof. Raimondo  Rossi)

 

Raoul Santini ha una espressione pittorica intelligente e delicata, riesce a calare le immagini in un mondo lontano ed onirico, dove lo spirito ritrova se stesso proprio perché riesce a specchiarsi nella levigatezza delle tinte, nella morbidezza dei colori, nella dolcezza espressiva dei profili, nell’olimpica serenità dei paesaggi.

(Recensione di Claudio Ferri | Dal resto del Carlino del 25.06.1980)

 

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