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Mustafa Sabbagh, “#000 – Tuxedo Riot”, per SI Fest 015

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Mustafa Sabbagh, "#000 - Tuxedo Riot", per SI Fest 015Savignano sul Rubicone (FC) – In John Cage era il silenzio. In Gilles Deleuze, unghie troppo lunghe. Atti rivoluzionari a partire da un habitus (o da un bad habit, come vorrebbe un Bourdieu 2.0) che deflagrano in rivoluzione, e tradiscono  arte. Come il silenzio di Cage, come le unghie di Deleuze, al SI Fest 2015, Mustafa Sabbagh presenta #000 – Tuxedo Riot: la sua rivoluzione in smoking.
Abito nero: eleganza e anarchia, perché – da Platone a Edgar Wind – «Se il massimo desiderio di un uomo è quello di vivere senza fastidi, forse il miglior consiglio che gli si può dare è di tenere l’arte lontana da casa sua ». La natura seppellisce qualunque tragedia pur di formalizzare la propria bellezza, ma il nero di un silenzio, o di unghie che graffiano, è più assordante di un bombardamento, brucia più di una ferita aperta.
In mostra i rivoluzionari in smoking di Mustafa Sabbagh, che presenta al SI Fest anche un ciclo di opere inedite: Madri nere, nere Vesperbilder, Veneri di fumo e soldati di catrame, estasi mistiche pervase da una calma apparente – in natura, nell’uomo, e in uno #000 – che porta in sé il germe della rivoluzione, pronto ad attecchire sui santi = sugli uomini.
Tuxedo come una lezione di semiotica da chi ha fatto propria la lezione di Simmel e di Goffman, perché «Non è il caso di avere paura né di sperare; si tratta piuttosto di cercare nuove armi ». Si respira rivoluzione nei petali sparsi, che tradiscono tempeste recenti; si respira rivoluzione nelle vene pulsanti, che tradiscono rabbie latenti.
«Lo stanco ha esaurito solo la messa in atto, mentre l’esausto esaurisce tutto il possibile. Lo stanco non può più realizzare, ma l’esausto non può più possibilizzare ». Riottosi esausti come dannati beckettiani, svuotati ma mai stanchi, pronti a riempire il nulla di uno #000 in creazione inesauribile, diretti dal cantore di una bellezza riconoscibilissima negli stilemi che lo hanno reso celebre, nel panorama internazionale dell’arte contemporanea: una bellezza elegante, autistica, destabilizzante. In una parola: rivoluzionaria.
In mostra anche due video come un’unica tautologia di una passione, di un dolore, circolare e fuori sincro a se stesso; un povero Cristo e un povero Diavolo, entrambi belli e sontuosi come solo le opere d’arte, l’uno ombra dell’altro, causa persa dell’altro, scommessa mancata dell’altro, in uno scambio di ruoli eterno e sacro, quanto eterna e sacra è una vita umana.
4’33’’ per John Cage, #000 per Mustafa Sabbagh: il valore di una rivoluzione è una cifra est_etica, perché è solo svuotandosi di sé, nella più elegante delle guerre di posizione, che l’arte può abitare la sua armatura per vincere e, finalmente, per perdersi.

Incipit
«L’arte non deve più essere resoconto di situazioni passate. Può diventare organizzazione diretta di sensazioni più evolute. Si tratta di produrre noi stessi, non oggetti che ci rendono schiavi».
Guy Débord, Internazionale Situazionista n.1, 1958

Explicit
«E, simili a due giovanotti di mondo, parlarono di cravatte, cappelli, giacche a doppio petto e a un petto, come se non ci fosse la guerra, e come se non fossero lì per aspettare la rivoluzione».
Joseph Roth, Il profeta muto, 1978

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SI Fest24: [HABITUS]. Dagli abiti all’abitudine, dai costumi al costume

Gli artisti: MUSTAFA SABBAGH, LARRY FINK, MIKE BRODIE, GABRIELE BASILICO, FELICE BEATO, PAOLO VENTURA, GIULIA MARCHI, MARTINA BACIGALUPO, CLAUDINE DOURY, TOMMASO TANINI, SIMONE DONATI, MONIA PERISSINOTTO, FRANCESCO FRANCAVIGLIA, THOMAS VANDEN DRIESSCHE, ENRICO DE LUIGI, JACOPO BENASSI, GIANPAOLO BARBIERI, SETTIMIO BENEDUSI, TONI THORIMBERT, GIOVANNI GASTEL, MARCO PESARESI

Un viaggio di andata e ritorno, dagli abiti all’abitudine, dai costumi al costume. Punto di partenza, l’assunto che la cultura è qualcosa che si indossa. Saranno molte le prestigiose firme del panorama fotografico nazionale ed internazionale a indagare il tema della ventiquattresima edizione del Savignano Immagini Festival.

La rassegna, in programma a Savignano sul Rubicone dall’11 al 13 settembre 2015 con apertura delle esposizioni fino al 27 settembre, propone 16 mostre, 21 autori, 15 lettori di portfolio e un fitto calendario di talks, seminari, incontri con l’autore. Immancabili il SI Fest Off e il SI Fest After, appuntamenti di punta di una serie di occasioni di approfondimento che fa della tre giorni un evento irrinunciabile per tutti coloro che amano la fotografia e l’arte contemporanea.

scheda tecnica
mustafa sabbagh. #000 – tuxedo riot
mostra personale inserita nell’ambito di SI fest24 [HABITUS]
ex consorzio di bonifica – corso garibaldi, 41 – savignano sul rubicone [FC]
testo critico: fabiola triolo

vernice: venerdì 11 settembre 2015, ore 20.00
orari: 11.09 20-24; 12.09 9-24; 13.09 9-19
week-end 19/20.09.2015 e 26/27.09.2015
ingresso libero

www.mustafasabbagh.com
www.sifest.it
[email protected]
tel. 0541.941895

copertina: mustafa sabbagh, untitled _ serie onore al nero, 2015
dittico, stampa lambda su dibond, cm 100×85 cad.
ed. di 5 + 1 PA – © mustafa sabbagh