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“In Colour” by Erik Jones

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DOROTHY CIRCUS GALLERY

PROUDLY PRESENTS

In Colour

by Erik Jones

From October 24th to December 1st 2015

Dal 24 Ottobre al 1 Dicembre 2015

The Artist will be attending the exhibition

ITA/ENG

La Dorothy Circus Gallery è orgogliosa di presentare la prima personale Europea di Erik Jones, artista americano nato nel 1982 a St. Petersburg, in Florida, che spicca come uno dei più innovativi e apprezzati pittori della scena iper-contemporanea Newyorkese.

La mostra creata appositamente per la Dorothy Circus Gallery, sarà composta da opere inedite capaci di creare, attraverso il lavoro vibrante e riccamente colorato di Jones, un contatto tra il pubblico italiano ed europeo e la caleidoscopica Art Life Newyorkese.

Nellarte di Jones, il raffinato senso realistico catturato nei soggetti femminili ritratti dallartista è contrapposto a una struttura di elaborate forme astratte che sembrano dare vita a figure geometriche aliene ed esclusive. Tale effetto è ottenuto tramite lutilizzo di differenti materiali, come acquerelli, matite colorate, acrilici, pastelli idrosolubili a cera e ad olio applicati su tela.

Laspetto dolce ma determinato dei personaggi di Jones emerge da un uragano di colori che sembra contrastare con il serioso e talvolta malinconico sguardo di queste donne-sfinge. Mentre i corpi rimangono spesso nascosti dietro le molteplici forme colorate, gli occhi mantengono costantemente una forte presenza. Gli sguardi generano una connessione visiva ed emotiva con lo spettatore, quasi come ad invitarlo allinterno del loro spazio infinito, dove non sono permessi spazi vuoti. Questi esseri umani, dipinti come figurazioni iper-realistiche e preziosamente incastonati da motivi geometrici e originali slanci artistici, sembrano ora vivere e respirare come organismi simbiotici. Così le forme astratte prendono vita e stabiliscono una profonda e intricata relazione con i soggetti, come se luno rivestisse laltro, diventando quasi indivisibili.

I suoi ritratti sono accecanti celebrazioni della bellezza, incoronata da eleganti bouquet di colori che rivestono le immagini di ritrovata sacralità e romanticismo. Il lavoro di Erik Jones può apparentemente sembrare quello di un sognante universo parallelo ma, come lartista stesso dichiara, le sue creazioni non sono sogni. Esse esistono dinanzi allosservatore, si affacciano dalle grandi tele arricchite con abilità dalle elaborate fantasticherie, come degli esseri viventi veri e propri. 

Per la sua prima personale in Europa, Jones esibirà più di quindici opere che rievocano lincredible forza delle più importanti opere a tecnica dripping risalenti agli anni 50. Erik Jones spicca come lunico rappresentante della corrente Pop Surrealista che, pur mantenendo fede alle radici del movimento, si estende per inglobare nelle sue opere il tratto dellastrattismo. Il figurativo non alberga solitario nelle scene, ma va ad intrecciarsi e a fondersi con gli straordinari colori che riempiono lo spazio. Jones ha assimilato le suggestioni dei maestri dellAction Painting, primi tra tutti Jackson Pollock e Willem de Kooning, ma ha anche saputo spingere la sua arte al di là di una tale eredità per trasportarla nel campo iper-contemporaneo, dove le figure e le forme sia geometriche che astratte coesistono, andando a creare una strabiliante collezione di opere darte.

La nuova collezione, In Colour, rappresenta la naturale conseguenza dellesplorazione di diversi mezzi e tecniche.

Per creare queste opere sono stati utilizzati molti materiali, dagli acquerelli aerografati e gli adesivi in vinile, ai ritagli di compensato.

Il processo creativo ha solitamente inizio con le gli acquerelli, che vengono aerografati sulla carta, che a sua volta è montata su un pannello di legno. Gli acquerelli fungono da colori primari di base per la figura, che viene poi resa (solitamente nella sua interezza) utilizzando colori a matita e pastelli a cera idrosolubili. Questi materiali, una volta asciutti, vengono sigillati e poi rilavorati con materiali umidi come gli acrilici e gli oli idrosolubili. Con l’aiuto dello scotch carta, le forme grafiche prendono vita, principalmente tramite lutilizzo di acrilici e pastelli a cera.

Il racconto celato dietro ogni opera tende per lo più a sfidare lo spettatore nel vedere la bellezza allinterno del caos.

Le figure sono utilizzate come un punto di riferimento grafico che, durante lesplorazione delle colorate astrazioni, mantiene lattenzione dello spettatore su forme riconoscibili. In un certo senso, le figure rendono il caos visibile in gamme di colori.

Molti elementi grafici nellattuale corpo di lavoro rappresentano un leggero distaccamento da alcune opere precedenti.

Per questa serie, volevo che lestetica grafica assumesse una qualità digitale e che apparisse più ingenua e infantile nel suo approccio. Come se una persona senza alcuna esperienza e senza alcuna base artistica stesse esplorando un programma di disegno digitale per la prima volta.

Lintenzione è di presentare abilità e destrezza giustapposti al caos e al disordine.

Erik Jones

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Dorothy Circus Gallery proudly presents the first European solo show by Erik Jones, American artist from St. Petersburg, Florida, who stands out as one of the most innovative and successful painters of the New York hyper-contemporary art scene.

The show created by Jones expressly for Dorothy Circus Gallery features a brand new body of works that, thanks to its vibrant and highly colourful character, is able to put the Italian and European public in touch with the kaleidoscopic New York Art Life.

In Jonesart, the heightened sense of realism, captured in his female subjects depicted by the artist, is juxtaposed with a structure of elaborated nonrepresentational forms that could be said to mimic geometric high-end fashion. This effect is achieved by using multiple media such as watercolour, coloured pencil, acrylic, water-soluble wax pastel and water-soluble oil applied on paper. 

The sweet but determined looks of Jonescharacters emerge from a hurricane of colours, which seem to contrast with the serious and sometimes melancholic looks of these women. While their bodies are often concealed behind the numerous patterns of colours, their eyes always stress their strong presence; the ladieslooks create a visual connection with the beholders, almost as if inviting them to join their infinite space, where no blank space is allowed. These human beings, depicted as hyper-realistic figurations preciously nestled against geometric motives and original artistic outbursts, seem to live and breathe as symbiotic organisms. Abstract forms become alive by establishing a deep and intricate relationship with the figurative subject, as if the one wore the other, becoming virtually indivisible from one another. 

Jonesportraits are dazzling celebrations of beauty exhibited with elegant bouquets of colour, which dress the figures within through a rediscovered sacredness and romanticism. The body of work may look like a dreamlike parallel universe but, as the artist himself states, his creations are not dreams; they exist in front of the viewer, placed on canvases and paper with skill and thoughtful reverie, as if looking at a real living being.

For his first solo show in Europe, Jones will exhibit more than fifteen artworks that revoke the incredible strength of the most important dripping paintings from the fifties. Erik Jones stands as a unique representative of Pop Surrealism that, while keeping faith to its roots, reaches out to encompass in his works the typical features of abstract art. The figurative never dwells alone in the scene, but it intertwines and melds with the extraordinary colours that fill the space. Jones learned carefully the lessons of past Action Painting masters, such as Jackson Pollock and Willem de Kooning, but he pushed his art beyond such heritage, in a hyper-contemporary field where figures, geometric and abstract shapes co-exist and create an outstanding collection of artworks. 

“The newest collection, “In Colour”, is a continuation of mixed media exploration.

To create these works, many different things are used; from airbrushed watercolors, vinyl adhesives, and even ply-wood cutouts.

The process begins with watercolor airbrushed onto paper that is mounted to wood panel. The watercolor serves as the primary base color for the figure, which is then rendered (usually in its entirety) using colored pencil and water-soluble wax pastels. The dry mediums are sealed, and then reworked with wet mediums such as acrylic and water-soluble oils. With the help of masking tape, the graphic shapes are created primarily with acrylic and wax pastel.

  The narrative behind the work is more about challenging the viewer to see beauty in chaos.

The figures are used as an aesthetic anchor, holding the viewers attention to a recognizable form, while exploring colorful, nonrepresentational abstractions. In a way, the figures make the chaos palette-able.

  Many of the graphic elements in this current body of work are a slight departure from some of the older work.

I wanted the graphic aesthetic to take on digital qualities and appear to be more naive and childlike in the approach. As if an inexperienced, non-artistic person were exploring a digital drawing program for the first time.

The intention is to present ability and craft juxtaposed with chaos and disorder.”

Erik Jones