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I LOVE ITALY – Torino presenta l’artista Maria Giuseppina Barbanotti

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Nell’ambito della collettiva I LOVE ITALY che sarà inaugurata venerdì 8 marzo 2019 presso la straordinaria location di Palazzo Saluzzo di Paesana a Torino, siamo lieti di Maria Giuseppina Barbanotti che in tale occasione esporrà due opere di grande impatto visivo.

Maria Giuseppina, benvenuta in questo importante progetto dedicato ai talenti italiani che ti vede protagonista per la prima volta. Raccontaci quando hai scoperto la tua passione e cosa rappresenta per te la pittura?

Ho mostrato sin da piccola un’innata predisposizione al disegno sfociata presto nell’amore per la pittura. Ho esposto le mie prime opere da autodidatta quando ero poco più che ventenne sia in mostre collettive che personali in Piemonte, Liguria e Lombardia. 

La vita mi ha poi costretta ad interrompere per un lungo periodo questa mia grande passione ma, se da un lato la cosa mi ha recato grande sofferenza, dall’altro mi ha confermato che quella era la strada che volevo assolutamente continuare a percorrere. Ho pertanto perfezionato la mia tecnica ed ampliato le mie conoscenze in campo artistico, frequentando con costanza e profitto l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. Negli ultimi anni ho esposto miei lavori a Torino e provincia,  Milano,  Venezia, Firenze, Londra.

L’esposizione I love Italy vuol celebrare il nostro Paese e la creatività in generale, lanciando un messaggio positivo in un’epoca fortemente complessa, affinché questo paese possa ripartire proprio dall’arte, che continua a sopravvivere nonostante le avversità. Proprio per queste ragioni abbiamo voluto concepirlo come un progetto mostra itinerante, cercando così di sensibilizzare un numero sempre maggiore di individui. Qual è il tuo pensiero e cosa pensi di poter fare nel tuo piccolo, attraverso la tua arte?

Io credo che l’Arte possa arrivare a cambiare il mondo o perlomeno possa rappresentare un’importante àncora di salvezza in tempi difficili, come quelli che stiamo attraversando, a patto che non rimanga un’espressione elitaria.

Il fruire, il godere di un’opera d’arte induce sempre alla riflessione, alla curiosità, alla conoscenza, alla fantasia quindi non può che essere un accrescimento per ciascun essere umano ma a quell’essere umano deve poter arrivare!

Anche per questo motivo partecipo con molto piacere a collettive come I LOVE ITALY, sperando che la mia personale, emotiva  interpretazione di certe tematiche possa creare una piccola emozione, un lieve “scompiglio” nell’anima e negli occhi dello spettatore.

Raccontaci qualcosa riguardo alle opere che esporrai in tale occasione?

L’opera “Dove sei?” tratta il tema della perdita. La morte di una persona (o di un animale) che abbiamo amato ci può far cadere in un baratro di disperazione da cui sembra impossibile riemergere perché ci rendiamo conto che non potremo mai più averla con noi. Io voglio invece sperare che l’aura, l’essenza, l’anima di chi ha lasciato la vita terrena rimanga ancora vicino a noi, anche se non più visibile ai nostri occhi, e che magari provi stupore di tanto clamore, sconforto, dolore. Il concetto è rappresentato con quella vena di surrealismo e di simbolismo che connota tutte le mie opere dove, a dispetto dell’esecuzione figurativa, nulla vuole apparire “vero”. Non è reale il cielo tempestoso con quella nuvola che richiama la forma di un gabbiano. Non sono reali la tenda agitata dal vento che suggerisce l’idea di una vela, né il telo su cui la donna è rannicchiata che ricorda il mare in burrasca. Non è reale l’incarnato livido della protagonista che ci appare come una naufraga su di una zattera immaginaria che ha ormai perso la rotta. E non è reale neppure il gatto che, nascosto ma accanto a lei, con quell’espressione sbigottita, quasi buffa, ci vuole suggerire l’inutilità di tanta disperazione. 

L’opera “Mediterraneo insanguinato” nasce dalla cronaca di questi ultimi tempi che ci descrive l’area del Mediterraneo coinvolta in tristi e sanguinose vicende (guerre civili, terrorismo, profughi disperati che talvolta perdono le loro vite nelle traversate). 

La scelta della “natura morta”, genere che notoriamente ritrae oggetti statici ed inanimati, viene usata proprio per creare un contrasto con la tematica ricca invece di pathos e di umanità. Tutti gli oggetti raffigurati nella composizione appartengono a diversi e differenti paesi mediterranei. Il colore blu dominante evoca il mare.

L’effetto, volutamente caotico, quasi psichedelico, dei vari decori che si mescolano, sta proprio ad indicare il grande disordine che attualmente governa questa parte del mondo ma anche le affinità di un’area geografica che, in passato, è stata culla di civiltà. 

Le piastrelle rappresentate sulla seconda tela, assemblata, che fa da cornice, sono 22 come i paesi che si affacciano sul Mediterraneo. 

Se ti dicessi di pensare ad un artista dal passato, chi sentiresti più vicino al tuo essere?

Sicuramente il maestro del Surrealismo Rene’ Magritte. Il suo affascinante illusionismo onirico, il suo sguardo sul mondo capace di pervaderlo di mistero,  è molto vicino al mio modo di sentire.

Sogni o progetti per il tuo futuro? 

I sogni e i progetti in campo artistico sono ancora tanti nonostante non sia più una ragazzina. Spero di avere tempo a sufficienza per riuscire a realizzarne qualcuno.

Grazie per il tempo che ci hai concesso.. Invitiamo i nostri lettori a scoprire questa interessante artista presso Palazzo Saluzzo di Paesana.