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I LOVE ITALY – Torino presenta l’artista Giampiero Murgia

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Nell’ambito della collettiva I LOVE ITALY che sarà inaugurata venerdì 8 marzo 2019 presso la straordinaria location di Palazzo Saluzzo di Paesana a Torino, siamo lieti di presentare Giampiero Murgia, che in tale occasione esporrà due opere olio su tela.

Giampiero, bentornato in questo importante progetto dedicato ai talenti italiani che ti vede protagonista sin dalla primissima tappa, tenutasi nel 2017 a Milano… Come ti senti nell’affrontare questa nuova tappa?

Ogni tappa è un’esperienza che riserva la sua sana adrenalina! Si tratta di una emozione che si rinnova di volta in volta perché scaturisce da contesti che non sono mai gli stessi: è davvero gratificante poter vedere le proprie opere incorniciate in location che sono davvero di gran pregio e fuori dal comune; adoro rincontrare gli artisti veterani di I love Italy; m’interessa molto conoscere la personalità e la preparazione culturale degli esordienti alle tappe e scambiare con loro pareri sulle tecniche utilizzate, sulla significatività dei messaggi delle loro opere e, più in generale, sui propri percorsi di vita. Quindi, non si tratta semplicemente di “mostrare i propri lavori” ma ogni volta di poter godere di un vero e proprio momento di crescita culturale ed umana. L’impatto emozionale deriva poi anche dal fatto, non ultimo, che per ogni nuovo evento cerchi sempre di candidare alla tua disamina le mie nuove creazioni così da riuscire a sottoporle alla critica dei visitatori fruitori e dei più esperti convenuti al Vernissage. I loro feedback sono preziosi e sono linfa per crescere e far sempre meglio…  

In questa esposizione presenterai “Ricordo del mercato” e “Nel giardino dell’amore”: si tratta di due opere figurative avvolte in scenari onirici nelle quali prevale come sempre la ricerca della luce, che ormai è un leitmotiv della tua pittura, unita ad una notevole attenzione per la resa dei dettagli. Come sono nate e quale messaggio si nasconde dietro queste opere?

“Ricordo del mercato” è senz’altro uno dei miei dipinti più complessi sotto il profilo della prospettiva, del mix stilistico e del virtuosismo tecnico. L’ho realizzato in un mese di lavoro part time ricorrendo al sol ricordo.  Ciò che ho voluto dipingere non è stato l’oggetto ma l’idea sedimentata dell’oggetto, la sua essenza. Ho cercato di creare un’atmosfera in cui convivessero gli elementi realistici con quelli che richiamano più lo spazio oltre la vita. Il dipinto nasce dall’idea di rendere omaggio a mia nonna paterna Caterina a cui ero molto legato. La nonnina che ho voluto rappresentare l’ho raffigurata immaginandola con il fascino di chi non ha più un’età e ricercando un’espressione austera ma infinitamente dolce allo stesso tempo. E’ Lei che, forte dell’esperienza di chi riesce a sorridere pur avendo conosciuto e attraversato le sofferenze di una vita, offre agli astanti, con i solchi tra le dita, una melagrana quale simbolo di energia vitale, onestà e amore per eccellenza. Ed è questa la via del perfezionamento alchemico che ella suggerisce di intraprendere nella ricerca della propria luce interiore, laddove la realtà muta in una dimensione superiore in cui la morte è solo uno stato apparente dell’essere: la frutta, i vegetali, i pesci, i frutti di mare non appaiono più come oggetti inanimati ma sono in realtà anime che seguono il fluire della luce verso un punto immaginario che non è mai fine ma ripartenza. E questi appaiono ancor più vivi dei viventi dipinti nella penombra di uno scenario borderline con la dimensione del dopo…

Nel realizzare il “Giardino dell’Amore” son partito da un mio pensiero e cioè, che la Bellezza sia per me la voce del verbo sentire. E’ questa la mia risposta quando mi chiedo dove nasca la mia sete di dipingere. Con questo quadro ho voluto rappresentare il sentimento dell’amore universale attraverso le atmosfere di un giardino immaginario, ricco di vegetazione e di atmosfere di colori e luci struggenti. E per gli amanti come me dell’impressionismo e del realismo magico, mi sono concentrato sulle stratificazioni dei guizzi, degli sfrecciati, dei puntinati, degli spugnati e delle velature di colore… atti a creare la profondità, il movimento, gli sbalzi della luce… la sua emozione. Per ogni ulteriore approfondimento suggerirei la visione dal vero perché la vera spiegazione del dipinto si condenserà nell’emozione che sono certo potrà donarvi. Non è la mia promessa ma il mio desiderio, naturalmente.

L’esposizione I love Italy vuol celebrare il nostro Paese e la creatività in generale, lanciando un messaggio positivo in un’epoca fortemente complessa, affinché questo paese possa ripartire proprio dall’arte, che continua a sopravvivere nonostante le avversità. Tu sei appena rientrato da New York dove hai presentato con successo una tua personale. Anche alla luce di questa tua recente esperienza cosa pensi si possa fare per l’Italia e soprattutto per promuovere al meglio i talenti italiani?

La crescita sociale di qualsiasi popolo nel corso della storia passa attraverso l’evoluzione civile e culturale. E questa è tale se riesce ad affondare le sue radici nel passato e le sue ali nel futuro, sempre! Nulla è più formativo come l’incontro tra le culture dei popoli. L’ho presa larga, vero? 😊 Ecco, diciamo più specificatamente che far conoscenza e poter confrontarmi con artisti e fruitori d’arte della grande mela mi ha permesso di cogliere una sensibilità, notevole e diffusa, di un fervido contesto culturale molto variegato. Ed ho avuto modo di apprendere un gran interesse per la creatività italiana: come ben sappiamo, questa è una virtù che ci riconoscono nel mondo ma fa davvero piacere riscontrarla nel proprio vissuto. Mi ha impressionato la quotazione di mercato delle mie opere da parte della galleria di Manhattan, dalla quale fui contattato per tenere a battesimo la mia prima personale all’estero. Mi ha colpito la numerosità delle gallerie, l’afflusso dei visitatori e, non ultima, l’attenzione dei media locali. Questa esperienza mi ha fatto capire quanta stoltezza statista ci sia nella classe politica dirigente del nostro paese: come si fa non capire che investire in cultura… mettere a disposizione gratuitamente e a rotazione spazi ed edifici pubblici, inutilizzati o mal impiegati, per gli artisti di tutte le discipline artistiche, emergenti o che vorrebbero mettersi in luce… creerebbe diffusione di bellezza nel paese e lavoro!

Tutti i costi della filiera si abbatterebbero per tutti, artisti in primis. La mia è una deformazione mentale che proviene dagli studi economici ma credo fermamente che le ricette economiche valgano in tutti i campi. Il progresso porterebbe crescita economica e culturale per tutti, peraltro allontanando le derive nichiliste dilaganti della contemporaneità: sono queste che, nel silenzio più assoluto, finiscono per orientare masse di lobotomizzati radical chic, alla ricerca del vuoto più assoluto. Si pensi, ad esempio, ai tanti seguaci dei cessi e degli escrementi di Cattelan. No! Signori! Nessuno si deve arrendere nel cercare di avvicinarsi ad un Caravaggio e tutti dovrebbero capire che per superarlo occorra fare meglio e non peggio… molto peggio. Il niente non è per me Arte, perdona il mio risentimento ma mi è gradita ogni occasione per esternarlo con una certa veemenza anche troppo celata… 

Se ti dicessi di pensare ad un artista dal passato, chi sentiresti più vicino al tuo essere?

Domanda di riserva e con tema a piacere? 😊  Una domanda più complessa non potevi farmi! Potrei anche risponderti ad impulso, citandoti sicuramente alcuni tra i più importanti delle varie scuole pittoriche come M.Chagall, Rembrandt, il Caravaggio, E. Munch, che sono i miei miti di sempre, ma vedi… non ti avrei risposto compiutamente. Questo perché, in realtà, ciascuno di loro mi affascina per la sua peculiarità e la sua maestosità. Amo il realismo magico… la luce, l’onirico, il simbolismo ma anche l’impressionismo, etc. Tanti sono i Maestri del passato e del recente trascorso che influenzano la mia personale ricerca dell’idea di Bellezza. Tra questi non potrei non citarti, R. Guttuso… sperando di averti fatto capire quanto sia difficile poter dare una risposta compiuta e definitiva al tuo quesito.

Prossimi progetti?

Il primo, “La personalità del bozzetto”, mi ha dato davvero tante soddisfazioni perché è piaciuto molto ai lettori che ha potuto incontrare: una esperienza notevole. Mi sono accorto, però di avere ancora molto altro da dire. E così ho terminato a fine 2018 il mio secondo libro, “Solchi tra le dita” (racconti tea time e degustazione poesie) che sarà pubblicato a brevissimo. Conto, inoltre, di finalizzare a due in sala di registrazione un brano inedito per chitarra e voce. Questa canzone dà nome al libro che sta per essere pubblicato e in un capitolo, appunto, spiego come sia potuto nascere il brano “Solchi tra le dita”.

Mi piacerebbe, infine, poter partecipare alle prossime tappe 2019 di I Love Italy, sia in Italia che all’estero. Mi sto attrezzando per trasformare la mia casa in una domus atelier per incontrare amici artisti e non che richiedano la visione dal vivo delle mie opere. Ti terrò informata a momento debito, naturalmente! 😉    

Grazie per il tempo che ci hai concesso.. Invitiamo i nostri lettori a scoprire questo interessante artista presso Palazzo Saluzzo di Paesana e a seguirlo online tramite la pagina facebook Giampiero Murgia Art  o al suo canale Youtube