Riapre la stagione espositiva delle Fiere d’arte con la lunga kermesse di ArtParma Fair (in concomitanza con il collaudato Mercanteinfiera) che inaugura l’appuntamento con i suoi collezionisti con vari eventi collaterali tra i quali con un doppio progetto a cura di Raffaella A. Caruso per Eidos Immagini Contemporanee.

Confini è l’analisi visiva e metaforica di un concetto interessantissimo in semeiotica: il limite, soglia invarcabile e al contempo rassicurante territorio di protezione. Si tratta di un concetto ricorrente nella produzione di Betty Bee e da lei trascritto nelle forme più varie: nella sfida che la spinge a varcare ogni soglia, anche quella del comune senso (del pudore), a percorrere territori e linguaggi che vanno dal video alla fotografia alla performance, a confrontarsi indifferentemente con umano e divino (come nel celeberrimo Cristo Nero), nel suo costante chiedere attenzione e protezione per il mondo della donna e dell’infanzia, con una carnalità da femmina e madre. Questo viaggio spesso impietoso e doloroso, a tratti ironico e dissacrante, è sempre condotto con un’analisi formale acuta ed estremamente sofisticata dei simboli pittorici.

Boys and girls affronta il tema del confronto uomo donna con l’occhio apparentemente più lieve del pop e vede protagonisti Aidan, Maurizio Ceccarelli, Florencia Martinez. Aidan ormai giovane promessa del contemporaneo maneggia con sapienza il linguaggio del sogno e dello stupore in realtà aumentata, e la sua Virgin è la dolente metafora della super-donna da social; Florencia Martinez nell’apparenza appagante del colore e dei tessuti vintage ripropone il percorso compiuto da nonne e madri, compiendo un’acuta e ironica analisi degli stereotipi in cui ancora oggi la femmina è intrappolata. Maurizio Ceccarelli nella mescolanza di sapori, odori, genti metropolitane che gli è propria utilizza il frammento. E i manifesti invecchiati –alla Rotella per intenderci- diventano la scusa per assemblare in modo nuovo l’umanità più varia, i boys and girls di un veloce glamour globalizzato, metropolitano che parla la lingua della pubblicità. Una piazza virtuale di supereroi, geishe, barbie, divi e common people dunque che intende però recuperare –oggi più che mai- il saper vivere sì da cittadini del mondo, ma con il sapore inconfondibile e indimenticato delle proprie radici.

Due progetti site specific dunque che mettono a confronto su tematiche decisamente affini due generazioni del contemporaneo italiano.

 

ORARIO:

sabato 3 e domenica 4 ottobre

dalle 10.00 alle 19.00

venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 ottobre

dalle 10.00 alle 19.00

 

COSTO INGRESSO:

  • biglietto intero 10 euro

 

SEDE: FIERE DI PARMA · viale delle Esposizioni, 393/A