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Michel Frèere

"This is one of the reasons the paintings are so thick. They are an unending accumulation of errors and disillusionments. But, I guess, always done with a certain kind of Utopian spirit." Michel Frère

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Untitled  Michele Frère  1995  oil on canvas 138x203cm
Untitled
Michele Frère
1995
oil on canvas 138x203cm

FIRENZE – La ricerca di Michel Frère sembra essersi interrotta troppo presto, e in un momento in cui riceveva ancora poco spazio e poca attenzione per il tipo di pittura praticata.
Per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerla, è quindi impossibile non restare ossessionati dalla certezza che questa meritasse uno spazio molto più importante di quello che ha poi effettivamente occupato.

Michel Frère ha dipinto per quindici anni circa, a partire dalla metà degli anni 80.
Prende parte ad un momento storico in cui, ai due lati della costa atlantica, si assiste a un ritorno della pittura.
Se in un primo momento, Michel Frère si è confrontato con opere figurative emblematiche di quel decennio – tra la transavanguardia e il neo-espressionismo, è nella materia pittorica stessa che trova una strada che non abbandonerà più.
Grande estimatore di Poussin e di Constable, Frère elabora delle opere in cui l’astrazione si trasforma in paesaggio.
Tratta la pittura ad olio attraverso un’applicazione sequenziale di spessi strati di materia, animati da un movimento pulito che genera una sovrapposizione delle direzioni del gesto.
Michel Frère ha poi l’abitudine di inquadrare sotto vetro le sue grandi composizioni come per porre una distanza all’intensità del gesto pittorico.
Ogni sua opera necessita di un impegno ‘’furioso’’, duraturo e fisico. Il colore si imprime di tonalità dominanti che si risvegliano nella moltitudine di dettagli.
Ogni opera è un mondo, allo stesso tempo fisico e temporale : l’incarnazione di un coinvolgimento totale.
Paragoniamo spesso le sue opere a quelle di Eugène Leroy, che Frère ha molto ammirato e con il quale ha condiviso questo singolare interesse per la pittura di ‘’spessore’’.
Leroy però non ha mai abbandonato il soggetto e le sue opere non hanno la qualità lirica di quelle di Michel Frère.
Rivedere le opere di Michel Frère in Toscana acquista tutto il suo senso quando si viene a conoscenza del lungo periodo che passò a Montecatini, luogo in cui amava dipingere.
Le tonalità che caratterizzano questo periodo testimoniano il modo in cui l’astrazione di Michel Frère è collegata al paesaggio fisico e mentale in cui era immerso.
È in questa serie eccezionale che la sua capacità di catturare la materialità del mondo e le sue vibrazioni è maggiormente visibile e lo spirito d’utopia – che non l’ha mai abbandonato – risuona qui con maggior potenza.
Testo di Anne Pontégnie

Michel Frère, pittore belga, nato a Bruxelles nel 1961 e morto a Morlanwelz nel 1999.
Le sue opere sono state esposte con Galleria Gentili, Firenze nel 1993, 1995, 1997 e nel 2005. Tra le mostre selezionate: una personale al Kunst Rai 86 di Amsterdam, Olanda nel 1986 e al C.I.A.P di Hasselt, Belgio nel 1987. Gli sono inoltre state dedicate retrospettive in istituzioni in Belgio come il Palais Des Beaux-Arts di Charleroi nel 1996, il MAC’s Grand-Hornu,Hornu nel 2002 e il Musée Dhondt-Dhaenens di Deurle, nel 2011.

Opening 27 settembre 2019 – ore 18.30
La mostra resterà aperta la pubblico dal 28 settembre 2019 al 30 novembre 2019.
Mar/Sab 10/13 – 15/19

Facebook: http://www.facebook.com/galleriagentili
sito: www.galleriagentili.it