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Giorgio De Chirico Muse Inquietanti 1917-1918 olio su tela  97 × 67 cm
Giorgio De Chirico
Muse Inquietanti
1917-1918
olio su tela 97 × 67 cm

MILANO – Un’altra metafisica.
Le opere di Giorgio de Chirico tornano nelle sale di Palazzo Reale a Milano. Nella retrospettiva curata da Luca Massimo Barbero sono esposte un centinaio di opere in grado di testimoniare con il rigore dovuto l’intero percorso creativo dell’artista. A partire dal 1909 con i riferimenti ad Arnold Böcklin e a Max Klinger, che con il ricorso alle figure mitologiche, sono il tramite per rappresentare ciò che di sorprendente, misterioso, si nasconde nella natura e nel mondo. E a porre le fondamenta dell’arte metafisica: l’artista è tale se riesce ad andare oltre l’apparenza. Oltre il vedere dell’uomo comune. I miti e i racconti legati al suo luogo d’origine, era nato a Volo, capitale della Tessaglia, nel 1888, gli danno la certezza che il mistero e il soprannaturale non bisogna cercarli fuori, al di là della terra, perché si trovano nella terra. Quindi De Chirico rovescia il significato del termine -metafisica- (“metà ta physikà). In quanto lo spirituale è dentro le cose e non -oltre le cose fisiche-

L’incontro con la filosofia di Nietzsche.
Importante per la sua formazione è la scoperta della filosofia di Nietzsche. Specialmente dove sostiene che le cose animate e inanimate, le idee le opere d’arte i monumenti hanno un’anima. Possiedono un certo linguaggio. Allora per de Chirico i luoghi gli edifici gli oggetti che vede, sono immagini che si trasfigurano. Che gli permettono di rappresentare l’essenza nascosta delle cose. Ma soprattutto la concezione del tempo. Tempo non più scandito tra gli attimi del passato, del presente, del futuro. Ciò che conta è solo il presente, che deve essere vissuto come un attimo eterno, che acquista un valore assoluto in cui l’uomo ha la libertà di volere e di decidere.

Le muse inquietanti
De Chirico dopo essere stato a Parigi durante la stagione delle avanguardie, scoppiata la grande guerra, nel 1915 torna in Italia e si stabilisce a Ferrara con il fratello Alberto Savinio. Nella città in cui si trovano anche Filippo de Pisis e Carlo Carrà. È la fase degli interni ferraresi e delle muse inquietanti. Una pittura che parte dal figurativo per immergere poi i soggetti in un’atmosfera onirica e misteriosa. In mostra troviamo proprio Le muse inquietanti, il quadro del periodo ferrarese che gli fa mettere a fuoco i canoni della pittura metafisica. Le figure al centro del dipinto hanno le teste dei manichini da sartoria. Lo sfondo è dominato dalle quattro torri del Castello Estense, disabitato. Sulla sinistra le ciminiere della fabbrica sono spente. Tutto è avvolto nel silenzio. In un tempo senza tempo. Misterioso. Lo stato d’animo prevalente è l’inquietudine.
In chiusura accenno al percorso della mostra che si articola in otto sale. Nella seconda ci si sofferma sull’origine della pittura metafisica dove l’iconografia dechirichiana trasforma i dipinti in veri e propri enigmi.
(testo di Fausto Politino)

SCHEDA TECNICA
de Chirico a cura di Luca Massimo Barbero Milano, Palazzo Reale.
Periodo 25 settembre 2019 – 19 gennaio 2020
Orari lunedì 14.30-19.30 martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30 giovedì e sabato 9.30-22.30
Siti internet www.palazzorealemilano.it
www.dechiricomilano.it