Home in Evidenza Galleria Cesare Manzo “Daniela D’Arielli”

Galleria Cesare Manzo “Daniela D’Arielli”

852

DANIELA D’ARIELLI

Stile Libero

Inaugurazione venerdì 18 giugno 2010 h 18,30

La Galleria Cesare Manzo è lieta di ospitare per la prima volta nella sua sede di Roma la mostra personale di
Daniela d’Arielli.
Una società può essere definita ‘liquido-moderna’ se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima
che i loro modi di agire riescono a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida,
non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo.
(Zygmunt Bauman, Vita liquida, 2006)

Liquido è l’aggettivo che il sociologo Zygmunt Bauman ha utilizzato per descrivere il nostro tempo e che in un
crescendo coinvolge tutti gli aspetti dell’esistenza umana: amore liquido, paura liquida, vita liquida, modernità
liquida. Le istituzioni e le strutture su cui hanno poggiato le generazioni precedenti si sono dissolte, e gli
individui devono rinegoziare ogni volta le proprie strategie, all’interno di uno scenario in continuo mutamento.
Liquida è anche la metafora visiva che governa l’universo formale di Daniela d’Arielli. L’artista ha esordito con
una pittura situata al crinale tra astrazione e figurazione, cangiante e mobile, che fa appello al puro piacere
visivo. Un’arte che si colloca in un punto di passaggio, il passaggio di stato che caratterizza la materia, e che
dice la sua instabilità, la sua impermanenza. Un mondo fluttuante.
In occasione di questa nuova mostra e per la prima volta d’Arielli abbandona i confini della pittura per
avventurarsi nello spazio reale. Con questo progetto – concepito specificamente per le stanze articolate della
galleria – l’artista intende mettere in questione il nostro sguardo sulle cose. Il consueto asse frontale della
visione umana viene spostato in due opposte direzioni, verso l’alto e verso il basso: il soffitto e il pavimento
della galleria diventano così i luoghi che accolgono l’opera. L’invito è quello a rieducare i nostri occhi, a
prestare una nuova attenzione alle cose. Allo stesso tempo argomento privilegiato del discorso di d’Arielli è la
natura e la fragilità della sua bellezza. Tronchi d’albero diventano il supporto per una serie di disegni, realizzati
con l’inserimento di scaglie di pesce. La tautologia enunciata dall’accostamento della carta e del tronco si apre
all’ambiguità della collisione tra la sfera terrestre e quella acquatica. Quest’ultima è invece letteralmente
sovrastante sul soffitto che ospita su scala monumentale l’universo fluido che è la cifra dominante dell’artista.

Daniela d’Arielli Nasce a Ortona nel 1978, vive e lavora a Pescara e Roma. Si avvicina giovane al mondo
dell’arte con la partecipazione come modella alla performance dell’artista Vanessa Beecroft, nella mostra
FuoriUso del 1995. In quegli anni frequenta la sezione sperimentale del Liceo Artistico “G. Misticoni” a
Pescara. Si iscrive poi all’ Accademia di Belle Arti di Urbino. Nel 2002 segue un anno presso il Kent Institute of
Art and Design (KIAD) di Canterbury in Inghilterra. L’anno successivo si diploma in pittura. Nel 2006 partecipa
alla mostra I Love Abruzzo a cura di Massimiliano Scuderi e Arianna Rosica. Successivamente Nicolas
Bourriaud decide di invitarla per la sedicesima edizione di Fuoriuso, da lui curata insieme a Paolo Falcone
all’ex Mercato Ortofrutticolo Cofa di Pescara. La mostra Fuoriuso 2006 Altered States. Are you experienced?
si sposta quindi al Wax di Budapest e al MNAC e Galeria Noua di Bucarest. Da lì inizia una collaborazione con
il gallerista Cesare Manzo e nella sua galleria a Pescara nel 2007 tiene la sua prima personale. Nel 2008,
presso l’Ex Aurum di Pescara, partecipa alla mostra collettiva Cromofobie, a cura di Silvia Pegoraro. Nel 2010
prende parte, nelle splendide sale del Castello Colonna di Genazzano, alla grande collettiva sulla pittura
italiana, Impresa Pittura, a cura di Raffaele Gavarro e Claudio Libero Pisano.