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Chiude a Milano la storica galleria Arte 92 e scompare il suo direttore Gaetano Formica

Con la scomparsa del gallerista Gaetano Formica e la chiusura della storica galleria Arte 92 Milano perde un Signore dell'arte e un importante cenacolo culturale

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Gaetano Formica direttore di Arte 92 e Georges Mathieu, courtesy Arte 92

Questa è una storia bellissima e triste e non solo perché come tutte le storie ha un inizio e una fine. È la storia di un’Italia che ce l’ha fatta, di una Milano dal cuore grande, è una storia di conquiste e di cultura, di fatica e signorilità, la storia di un’Italia che non esiste più se non nel cuore e nel ricordo. Agli inizi degli anni 50 un giovanissimo Gaetano Formica parte da solo alla volta di Milano e va a fare il garzone in una sartoria. Il ragazzo è serio e preparato e dopo pochi anni invita il fratello più piccolo Salvatore a seguirlo. È qui che inizia la storia dei due fratelli, non quando nascono a Canicattini Bagni, piccolo paese della Sicilia in provincia di Siracusa. I due fratelli nascono quando nella Milano dell’immediato dopoguerra sono a bottega in sartoria. I ragazzi hanno l’oro nelle mani e ben presto lasciano il lavoro sotto padrone e aprono la prima sartoria. Poi la seconda, sino a diventare tra i sarti più richiesti di Milano. Che parola antica “sarti” in un’epoca che neppure è quella del prêt-à-porter ma di un vero e proprio fast food dell’abbigliamento. Una moda furba che vende a caro prezzo il pessimo gusto. Ma non divaghiamo. Gaetano e il fratello Salvatore divengono ben presto rinomati nel giro di quella Milano d’arte e intellettuali e nella loro sartoria si ritrovano tanto per dire artisti del calibro di Lucio Fontana o Gianni Dova. Tra una prova e una misura i due intelligentissimi fratelli si appassionano all’arte e non disdegnano il pagamento in cambio merce proposto loro da alcuni artisti. Ho visto con i miei occhi le foto di Lucio Fontana con un giovanissimo Gaetano mentre gli prova un cappotto di vicuña, e il quadro che ebbe per quel cappotto in pagamento… Quante volte ho pregato di poter pubblicare in un piccolo libro queste foto, le lettere scritte di pugno da Mathieu a Gaetano, ma lui schivo e riservato, di quell’understatement ironico e caldo che solo i gentiluomini del Sud hanno, non ha mai voluto…

Così i due fratelli iniziano a girare in Italia negli atelier di artisti e per gallerie, tessendo rapporti che diventano amicizie perché gli affari si possono fare solo tra galantuomini, poi sono in Europa e negli States e né gap linguistico, né alcuna sudditanza li frena. Finché la passione diventa mestiere (sì mestiere) e lasciando la sartoria aprono Arte 92. Una vocazione adulta ma non tardiva. Lo stile della galleria è lo stesso del loro atelier della centralissima via Torino: Arte 92 è in via Moneta, tra Piazza Affari e la Pinacoteca Ambrosiana, proprio sotto le guglie della Madonnina e propone anno dopo anno solo qualità e i mostri sacri dello storico e del contemporaneo Mathieu, Rainer, Del Pezzo, Hartung, Crippa, Scanavino, Matta, Soto, Masson, Appel (l’elenco diventerebbe lungo) e per alcuni di questi autori diventano la galleria italiana di riferimento. Mai indulgendo a mode, senza sbavature, assolutamente austeri e convinti che un serio cammino possa portare lontano. Passo dopo passo anzi punto dopo punto, prima imbastito e poi ribattuto con decisione e precisione. I due fratelli Formica sanno riconoscere la qualità di un’opera esattamente come la mano di un tessuto, il che -anche se dovrebbe- purtroppo non è la norma in questo mondo di “mercantacci e giovinastri dell’arte” cui Gaetano continuamente in tono scanzonato e beffardo invitava a non mischiarmi. E spero di non averlo mai fatto. Questa è una storia bellissima direte. Sì, infatti lo è. Poi però succede che Arte 92 decida di cessare l’attività il 31 marzo 2019. Troppo difficile ormai per i due fratelli riconoscersi in quello che è diventato il carrozzone dell’arte, fatto di trovate, speculazioni spicciole, inelegante e improvvisato. Poi però succede che Gaetano Formica “mercante d’arte stimato e amico fraterno”, come lo ricorda Fabio Sargentini, amico di una vita, pochi giorni prima della chiusura di quello che era diventato un vero e proprio cenacolo, si spenga improvvisamente il 26 marzo. E nel dolore di chi l’ha conosciuto e gli ha voluto bene rimane il conforto che almeno lui non abbia letto la fine di questa storia. Ci ha lasciato ancora gallerista, e domani purtroppo tocca a Salvatore Formica chiudere quella porta e un pezzo del nostro cuore.