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Elena Amoriello

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Nata a Lodi il 12 giugno 1978. Diplomata nel 1996 presso il Liceo Artistico di Lodi “Callisto Piazza”. Nel 2001 ha conseguito il diploma accademico in Decorazione all’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano con la Professoressa Elena Pontiggia docente di Storia dell’Arte.
Dal 2001 al 2003 frequenta i Corsi Estivi Internazionali per l’Incisione Artistica ad Urbino con la Professoressa Maria Schleiner, il Professore Bruno Missieri, e Stanislaw Wejman, docente all’Accademia di Belle Arti di Cracovia.
Nel 2006 si abilita presso il COBASLID di Milano in Discipline Pittoriche e attualmente insegna nella scuola secondaria di primo grado.
Ha tenuto un corso di tecniche dell’incisione presso il Liceo Artistico di Lodi.
Dal 1996 partecipa a concorsi e mostre di pittura, incisione, ceramica e fotografia.
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Elena Amoriello lavora in Via P. Sottocorno, 4 26900 Lodi.
Tel. 3334951404 – 0371540132
Indirizzo e mail: [email protected]
Sito: www.amorielloelena.it

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Mostre collettive:

Circolo Culturale “Ada Negri” Tra verdi silenzi azzurri intrecci e rosse presenze ( Lodi – 1996 ); Museo Diocesano d’Arte Sacra Luoghi dello Spirito ( Lodi – 1998 ); Sala Comunale, I Edizione di Naturarte – percorsi artistici nel territorio lodigiano curata da Mario Quadraroli (Castiglione d’Adda LO – 1998 ); Circolo Culturale “Ada Negri 2” Akadimia: Giovani di Brera a confronto (a cura di Loredana De Lorenzi, Lodi- 1999 ); Palazzo Rho Naturarte (Borghetto Lodigiano LO – 1999 ); Chiesa di San Carpoforo Arte della parete comunicante ( Milano – 1999 ); Pista ciclabile (istallazione) Naturarte ( Turano LO – 2000 ); Concorso Nazionale di Calcografia ( Gorlago BG – 2000 ); Arsenale Naturarte (Bertonico LO – 2001); Sala Bramante Percorsi dell’incisione contemporanea ( Fermignano PU – 2001 ); XXIV Oldrado da Ponte ( Lodi – 2001 ); Casa degli Stampatori Fuori Forma ( Soncino CR – 2002 ); Artisti in Fiera ( Parma – 2002 ); Libreria Punto Einaudi Fuori Forma ( Brescia – 2002 ); Castello Quistini ( Rovato BS – 2002 ); Ex Ospedale Soave Naturarte ( Codogno LO – 2002 ); Monastero S. Chiara, mostra dei corsi di incisione ( Urbino – 2002 ); Fuori Forma mostra itinerante di incisione presso spazi espositivi danesi ( Danimarca – 2002/2003 ); Banca di Credito Cooperativo Laudense Giovane Arte Europea ( Graffignana LO – 2002); Archivio storico Carte d’arte in archivio, mostra di incisione ( Lodi – 2002); Premio nazionale di pittura e scultura Mario Borgiotti, Rotonda di Ardenza (Livorno – 2003 ); Spazio Feng Shui consultino I cinque monili della casa: il metallo ( Milano – 2003 ); Magazzini del Cotone Concorso di Ceramica nazionale ( Genova – 2004 ); Museo Civico Carnello Carte ad Arte, mostra di incisione ( Sora FR – 2004 ); Archivio storico, Il paesaggio nel canto di Ada Negri ( Lodi – 2004 ); Arsenale Naturarte ( Bertonico Lo – 2004 ); Museo Diocesano ( Serra Petrona MC – 2004 ); Ex Chiesa dell’Angelo, I tesori di S. Cristoforo,decennale dei dieci anni della provincia di Lodi ( Lodi – 2005 ); Castello Morando Bolognini Naturarte ( Sant’ Angelo Lodigiano LO – 2005 ); Chiesa di S. Cristoforo, concorso nazionale Luigi Brambati-Umanità e Natura ( Lodi- 2005/2008 ); Gallery of Kioto Traditional Arts & Crafts mostra di ceramica ( Kyoto – 2006 ); Casa della Cultura, La natura nel segno-Naturarte ( Castiglione d’Adda LO – 2006 ); Castello Morando Bolognini Naturarte ( Sant’ Angelo Lodigiano LO – 2007 ); Ex Chiesa dell’Angelo Xilò mostra di xilografia ( Lodi – 2007 ); Chiesa di San Cristoforo Terre d’arte concorso nazionale di ceramica ( Lodi – 2007 ); Convivio Artistico F. De Lemene, mostra di pittura ( Lodi – 2007 ); Empremtes da Urbino a València, mostra di incisioni contemporanea ( València – 2007 ); Convivio F. De Lemene Disegni artisti italiani del 900 a cura di T. Gipponi ( Lodi – 2008 ); Partecipa al concorso Nazionale Terna con l’opera Energia dagli elementi ( 2008 ); Chiesa di san Cristoforo Anniversari a cura dell’Ass. Monsignor Luciano Quartieri ( Lodi – 2008 ); Arsenale Naturarte ( Bertonico LO – 2009 ); DISEGNO in segno la contemporaneità nei maestri incisori di Urbino ( Orciano di Pesaro, Fano, Fermignano – 2009/10 ); Oldrado da Ponte, mostra collettiva ( Lodi – 2010 ); Arsenale Naturarte –gli orti d’artista per Milano – Expo 2015 ( Bertonico LO – 2010 ); Porte d’artista a cura di M. Quadraroli e Antonello Tolve ( Positano-Nocelle SA – 2010 ); Premio Nazionale di Maccagno a cura di Rizzi ( Taccagno VA – 2010 );

Mostre personali:

Studio Immagine Graficafotografica a cura di Mario Quadraroli ( Lodi – 2001 ); Spazio L’oro nel Tempo Linee e spazi…….continuità ( Lodi – 2002 ); Galleria Secondo Rinascimento ( Ferrara – 2003 )

Premi:

Nel 2001 è vincitrice del Premio Speciale “Dario e Aldo Morani – Galleria 1929” al 1° Concorso d’Arte: Pavia – Giovane Arte Europea presso il Castello Visconteo di Pavia.
Nel 2008 le viene consegnata la medaglia d’oro “Premio Giovani Artisti” dall’Associazione Artistica Francesco De Lemene di Lodi.

Collaborazioni:

Progetto “Fuori Forma” ideato e curato dal Professor Nino Bacco docente di tecnica dell’incisione presso l’Accademia di Brera ( Danimarca 2001/2002/2003 ).
Esegue per l’associazione Monsignor Luciano Quartieri di Lodi, l’annuale cartelletta di incisioni Ed. 2002.
Esegue la quarta cartella di incisioni commissionata dal Comune di Lodi ( 2004 ).
“10 artisti per la città” progetto per metope di ceramica ideato dalla Professoressa e artista Loredana De Lorenzi in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Lodi( Lodi – 2004 )
Realizza per la Provincia di Lodi la IX°cartella di incisioni ( 2004 ).
Naturarte progetto coordinato dall’Arch. Mario Quadraroli. Curano e allestiscono le mostre Da Urbino a Lodi: percorsi dell’incisione contemporanea e Archivio: Direzione est ( Archivio Storico, Lodi- 2003 e Castello Morando Bolognini di Sant’Angelo Lodigiano LO – 2004 ).
Progetto “Baggio dalle cascine alle fabbriche” (la storia raccontata attraverso le ceramiche) commissionato dal comune di Milano e in collaborazione con l’amministrazione comunale di Lodi ( Quartiere Baggio MI – 2007 ).
Scrive per “L’occhio nel segno” supplemento al n. 81 della rivista nazionale di incisione Grafica d’arte Adriano Calavalle: il capriccio di Urbino (Marzo 2010).

Eventi:

Cura la mostra del fotografo Alessandro Fascini “6.30 23.30” presso lo spazio “Joke” di Milano, 2008.
Idea, organizza e cura la mostra antologica dell’artista incisore Adriano Calavalle “Il segno Il tempo” allestita presso l’ Ex Chiesa di San Cristoforo a Lodi, 2009.

Per lei hanno scritto:

Marina Arensi, Aldo Caserini, Andrea Del Guercio, Maria Laura Gelmini, Eugenio Lombardo, Maria Emilia Moro, Mario Quadraroli, Zaira Zuffetti Pavesi.

 

 

Testi Critici

I lavori di grafica di Elena Amoriello, da tempo intensamente impegnata nell’attività calcografica, celebrano il fascino della manualità e delle stesure eteroclite, rivelando come i valori soggettivi e “romantici” possono avere ancora una ragion d’essere estetica, senza ripercorrere utopie impotenti.
È una giovane da seguire con attenzione e interesse, in primo luogo perché non si propone per solo estro e bizzarria. Possiede zone dense e concentrate, diffuse con misura omogenea, che lasciano cogliere più ampi concerti e sviluppi.
In lei si ritrovano, in sintesi, diversi e distinti gli apporti tecnici sperimentali, ottenuti ricorrendo alla ceramolle, alla punta secca, all’acquaforte e all’acquatinta.
Per ora si fa attrarre dai giochi dell’acqua, dai segmenti informali generati dalle forme, che lei gioca con sicurezza e abilità tra l’abbandono alla stesura e il contrasto di pochi essenziali tratti grafici, funzionanti spesso come recinti in opere prevalentemente scure. Una sorta di mobilità che gli permette di compattarsi in un paesaggio notturno e che affida all’immaginario del fruitore con sibilante delicatezza, e per rispondere al già difficile “naturale” con una provocatoria semplice esaltazione visiva e cerebrale.
Fin dove questo calmo procedere potrà resistere lo vedremo. Di certo, oggi, la Amoriello possiede se non “tutto” l’alfabeto grafico e il suo lascito memoriale, capacità di spalancare sensazioni, tanto più deste quanto più al limite per doverle penetrare oltre il dato improvviso che le fa cogliere.
Nelle sue incisioni consegna allo sguardo immagini intriganti che stampano tracce sobrie di altrettante immagini oscillanti fra le ragioni della mente, del cuore dell’imponderabilità e per una certa forza spaziale affidata alla luce in presenze mobili e opalescenti. In lei si rivela non solo un livello tecnico di alto apprezzamento, ma una determinazione espressiva che è insieme recupero emozionale e capacità di suscitare nuove immagini.
Diplomatasi nel 2001 in decorazione all’Accademia di Brera e premiata al concorso internazionale “Giovane Arte Europea” di Pavia l’artista si presenta con un atto di constatazione circa le capacità tecniche di perseguire figurazioni senza retorica, mostrando una normale manualità grafica, liberando una fantasia ricca di svolgimenti e di abbozzi spaziali oltre a una capacità di resa attenta da non cadere nel bagno di una produzione fluorescente o di superficie.
Dove, dopo le acclimatazioni necessarie troverà coordinate stilistiche e collocherà le attuali esperienze non è prevedibile. Ciò non impedisce di rimarcare le sue caratteristiche prime: la serietà nell’applicazione, il coraggio di non essere decorativa, di produrre fogli di eleganza naturale affidandoli a un’impronta di disinvoltura e freschezza.
Non è un punto di arrivo, ma un segno importante della sue grande volontà di “solidificare”.

Aldo Caserini

 

 

ELENA AMORIELLO: intrecci di emozioni
E’ giovane, e figlia d’arte. Cresciuta tra pennelli e colori, in una “casa-studio” piena di quadri, ferri battuti e ceramiche, dove la creazione artistica si respira per tradizione nelle sue declinazioni più svariate, così che la scelta di seguire le orme familiari è stata la più naturale, quella di Elena Amoriello è tuttavia una vocazione ed una personalità assolutamente spontanea, libera da condizionamenti, fresca ed autonoma, originale e “sua”.
Ha un modo di porsi gentilmente riservato, come di chi è abituato a pensare ed elaborare dentro le sue impressioni ed emozioni, più che ad esternarle con parole. Preferisce esprimersi attraverso una ricerca grafica di straordinaria coerenza, che elabora i valori e gli effetti espressivi del segno, in un’analisi attenta e modulata delle variazioni chiaroscurali in bianco-nero, della scrittura aggrovigliata di linee e forme, dell’infittirsi, ora morbido e tonale, ora capricciosamente intrecciato, del tratto.
Prima di tutto, c’è la matita. Quante cose si possono esprimere, attraverso il gioco elegante e astratto della matita? I riflessi della luce sulla superficie delle acque, l’intrico delle erbe e dei rami, il brulichio delle costellazioni, le armoniche variazioni informali, che scaturiscono dall’osservazione ravvicinata delle forme della natura.
Elena Amoriello non “rappresenta” la natura, ma la scruta, le piace anche fotografarla con un obbiettivo sensibile e acuto, capace di evidenziarne i segreti incanti, quasi una lente macroscopica, che ne mette a fuoco le armonie nascoste, l’impercettibile farsi e disfarsi che fa della natura e dei suoi elementi il canto eterno della vita.
Dallo spunto fotografico prende le mosse per il disegno, una pratica che le è congeniale fin dagli anni del liceo artistico e dell’Accademia. E dal disegno prende le mosse per incidere: le sue acqueforti sono un’ulteriore elaborazione del segno, che ne arricchisce la valenza grafica con i vellutati passaggi tonali consentiti dal sapiente uso delle morsure degli acidi e dalle successive inchiostrature. La tecnica dell’incisione e del torchio si è affinata anche nella sua frequentazione dei corsi estivi ad Urbino, a contatto con i maestri italiani e stranieri, una lezione preziosa di cui la Amoriello sa tener conto per una continua maturazione tecnica e creativa, un’evoluzione che privilegia senz’altro la qualità alla quantità.
Negli anni di Brera ha avuto modo di apprendere anche altre tecniche: la modellazione della terracotta, la ceramica, il mosaico. Le è rimasto il gusto per la rielaborazione plastica della materia, da incidere, da scavare, da plasmare e da assemblare, da fondere in una sorta di crogiuolo, per ottenere effetti di grande e fantasiosa piacevolezza , anche decorativa, nel senso più pieno e non riduttivo del termine. Ne scaturiscono dei pannelli ceramici, oppure dei “clipei”, dei tondi di metallo su cui frammenti di paste vitree e colature di stagno creano magiche galassie, aloni stellari, macchie lunari…
La bellezza e la suggestione evocatrice di un universo in perpetuo divenire, sia esso percepito attraverso le “acque appena nate” di una sorgente, oppure le meraviglie astrali e cosmiche: questa la genesi emozionale delle creazioni di Elena. Un’artista la cui giovinezza essa stessa in divenire dà garanzia di un interessante futuro.

Maria Emilia Moro