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I LOVE ITALY – Bologna presenta l’artista Laura Lepore

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Nell’ambito della collettiva I LOVE ITALY che sarà inaugurata sabato 30 novembre 2019 presso la Galleria Farini nella splendida location di Palazzo Fantuzzi a Bologna, siamo lieti di presentare Laura Lepore che in tale occasione esporrà un’opera

Laura, bentornata in questo importante progetto dedicato ai talenti italiani .. Sei nel team I Love Italy dalla tappa parigina in cui le tue opere hanno ricevuto grande apprezzamento da parte del pubblico… Facendo un piccolo bilancio cosa ti ha dato il progetto I Love Italy e cosa ti ha spinto a partecipare anche a questa tappa?

L’esperienza di Parigi è stata un indescrivibile insieme di emozioni. Mi piace molto l’idea di una mostra itinerante che porta le opere di questo eccezionale gruppo di artisti nelle principali città di cultura ed arte. Un osmosi che arricchisce tutti e, inoltre, la professionalità della curatrice Francesca Callipari nell’allestire e divulgare l’evento e l’attenzione che rivolge a ciascun artista è stata per me determinante insieme all’atmosfera amichevole ed entusiasta che si respira in tutto il gruppo del quale sono felice di far parte.  Alcune artiste le ho riviste con piacere dopo la tappa di Parigi.

Cosa provi nella creazione delle tue opere?

La cosa più bella credo sia, fondamentalmente, proprio l’atto del creare, dal momento in cui arriva l’idea, la riflessione,  fino alla realizzazione. Forse può sembrare un po’ egoistico ma è un momento di intimistica solitudine in cui ci sei solo tu ed è tutto quello di cui hai bisogno. E’ straordinario vedere come un’emozione, una storia che vuoi raccontare, un pensiero diventino concreti. Poi mi diverto a volte a nascondere messaggi nei quadri che spesso non rivelo, che a volte qualcuno nota e altre volte restano racchiusi nel dipinto e chissà magari un giorno qualcuno lo noterà.

Ti dedichi con grande passione al genere del ritratto, dimostrando una notevole abilità tecnica unita ad una profonda capacità d’introspezione psicologica dei tuoi personaggi. Al centro della tua attenzione ci sono spesso le figure femminili e proprio a Bologna presenterai un’opera che rappresenta proprio una celebrazione di tutte le più grandi donne della storia! Parlaci di questa opera e del messaggio che vorresti trasmettere attraverso di essa:

I primi anni del ‘900 sono stati segnati da un desiderio di rivalsa delle donne che si sono affermate in campi che fino a poco tempo prima erano una prerogativa esclusivamente maschile anche se sporadiche eccezioni si contavano in passato così come sporadici sono ancora certi successi femminili in certi campi oggi (vedi Kathryn Bigelow il primo Oscar alla miglior regista donna arrivato solo nel  2010). Non tutte ma, alcune di esse, pur avendo vissuto una vita straordinaria per il proprio tempo (vedi Artemisia Gentileschi), pur avendo fatto scoperte o studi eccezionali rimangono spesso sconosciute ai più.  Allora, accanto a volti già noti come Alice Paul e Lucy Burn, pioniere del movimento americano delle suffragette, si può trovare Raymonde de La Roche che fu la prima ad aver ottenuto il brevetto di volo l’otto marzo del 1910 o Ada Lovelace, chiamata l’incantatrice dei numeri, una matematica geniale che rintraccia il primo algoritmo inteso per essere elaborato da una macchina. Cosa significa? Che è la prima programmatrice di computer al mondo e, altro aneddoto, il suo nome da nubile era Augusta Ada Byron, figlia, illegittima che non ha mai conosciuto il padre, Lord Byron. Un insieme di tante storie e curiosità raccontate anche con un pizzico di ironia, quella, ad esempio di Hedi Lamarr che si appoggia al casco della prima astronauta russa o di Coco Chanel che si accende la sigaretta da quella Oriana Fallaci fino alla presenza, tra tutti questi volti, di un’intrusa e così via.

Accanto a tutta questa forza e determinazione non c’è però volontà di annullare la femminilità, la diversità è fondamentale e complementare all’uomo e colei che indossa un abito così celebrativo lo sa e non ha dimenticato il suo essere assolutamente donna. 

L’esposizione I love Italy vuol celebrare il nostro Paese e la creatività in generale, lanciando un messaggio positivo in un’epoca fortemente complessa, affinché questo paese possa ripartire proprio dall’arte, che continua a sopravvivere nonostante le avversità. Proprio per queste ragioni abbiamo voluto concepirlo come un progetto mostra itinerante, cercando così di sensibilizzare un numero sempre maggiore di individui. Qual è il tuo pensiero e cosa pensi di poter fare nel tuo piccolo, attraverso la tua arte?

Penso che la creatività e la bellezza dell’arte in tutte le sue espressioni siano un patrimonio umano sottostimato, eppure così indispensabile.  In un mondo che vedo sempre cinico, il mio messaggio è di guardare ad esso con gli occhi dei bimbi che sono poi quelli degli artisti veri, con l’ingenua meraviglia verso la bellezza e la poesia che solo l’Arte e la natura ci regalano. 

Me ne sono accorta di recente; quando fai arte con i bambini ti accorgi di quanto ci perdiamo noi adulti a non saper vedere.  Restituire la sensazione di  bellezza e poesia è il mio piccolo grande impegno. 

Sogni o prossimi progetti per il tuo futuro artistico?

Recentemente ad una mia personale mi si è avvicinata una ragazza visibilmente commossa che mia ha ringraziato per le emozioni che le avevo regalato attraverso i miei quadri;  mi ha restituito una commozione profonda e, dopo l’incontro, la visibilmente commossa ero io. Credo che non ci sia ricompensa più grande.   Il mio sogno è quello di poter continuare a raccontare emozioni e momenti attraverso l’arte e riceverne in cambio. Vorrei poter vivere di questo e con questo. Sono una gran sognatrice!

Appuntamento per tutti i nostri lettori dunque a Bologna presso la Galleria Farini dal 30 novembre!