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I LOVE ITALY – A Parigi presso Le Carrousel du Louvre l’artista Giampiero Murgia

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I LOVE ITALY, progetto espositivo itinerante sbarca all’estero in una location di alto prestigio quale quella de Le Carrousel du Louvre all’interno della fiera d’arte contemporanea “Art Shopping”. Tra i protagonisti di questa tappa siamo lieti di presentare Giampiero Murgia

Giampiero, bentornato in questo importante progetto dedicato ai talenti italiani che ti vede protagonista sin dalla prima tappa.  Come ti senti nell’affrontare questa nuova avventura e cosa significa per te esporre in questa fiera all’interno dell’edificio che ospita il più importante museo al mondo?

Penso che la vita riservi a tutti delle sorprese e che queste, talvolta, possano anche superare di gran lunga ogni più fervida immaginazione. L’ultima volta che mi recai a Parigi è stato 9 o 10 anni fa: non dipingevo ancora e visitai come spettatore quella che è sempre stata una delle mie preferite capitali europee: da turista appassionato d’Arte, vissi quelle atmosfere del Louvre con il timore reverenziale e con la timidezza di chi, innanzi alla magnificenza di quei suoi scrigni, è ben consapevole della sacralità del tempio. Ebbene, realizzare che, a brevissimo, collezionisti e mecenati d’arte sottoporranno al loro vaglio la creatività del team di I Love Italy di cui mi onoro di far parte, ammetto che mi susciti un certo orgoglio con una buona dose di meraviglia! E sebbene, per carattere, io viva ogni cosa con distacco cautelativo e cioè, coi piedi per terra, debbo dire che questa volta l’entusiasmo predomini in dolce attesa del vernissage. Saprò dirti quali saranno le emozioni della diretta…

Tepor della sera

Raccontaci quando hai scoperto la tua passione e cosa è oggi per te la pittura?

Pensa… ho scritto addirittura un libro (“La personalità del bozzetto”) per comprendere in profondità quali esperienze e quali eventi sincronistici potessero aver concorso nella crescita di questa mia passione atavica. Riassumere tutto in poche righe sarebbe improbo però posso dirti una cosa dal sapore della sintesi: tanti fattori entrano in gioco e questi fanno sì che col tempo il desiderio di creazione evolva sotto il profilo filosofico e trascendentale, cambiando per sempre la dimensione del vissuto. Io credo che la pittura vada ben oltre l’elemento ludico e cioè, che sia un fatto strettamente personale prima ancora che pubblico, proprio perché identifico la mia ricerca nei vari campi d’arte come un momento di irrinunciabile raccoglimento meditativo e spirituale. Credo che la pittura contemporanea debba rivendicare il suo ruolo simbolico e culturale e prendere le distanze dai millantatori di sogni: l’arte della pittura conoscerà maggior floridezza se e solo se ci sarà più cultura e più sensibilità nella classe politica ma, soprattutto, tra gli addetti ai lavori: mi riferisco, in primis, ai pittori e agli aspiranti tali, certo!

Parlaci delle opere che esporrai in tale occasione… quale messaggio vorresti trasmettere attraverso di esse?

Sarò presente con due opere.

“Congiunzione astrale” è un dipinto che per me ha un valore simbolico personale molto forte. E’ l’opera che terminai lo stesso giorno del mio esordio in mostra: era l’equinozio di primavera del 2015. Un dipinto onirico per eccellenza che affonda il suo sogno nei blu sfreccianti e nelle atmosfere luminose di una notte stellata,  lunare e insolita. Raggi di luce e di azzurro s’infrangono sotto forma di particelle d’acqua che circondano i due personaggi…una donna aggrappata al suo uomo delle stelle mentre spicca il volo immergendosi nel sogno. E’ un dipinto che ha ispirato la critica di scrittori e di molti fruitori d’arte. E’ uno dei dipinti a cui tengo di più perché credo siano molto evidenti le influenze di uno dei miei pittori preferiti: M.Chagall. Rifiutai alcune proposte di acquisto perché ci tenevo troppo a tenerlo con me e perché valutavo fosse giusto compiesse un suo percorso espositivo preliminare di tutto rispetto. E così è stato. E dopo New York… Parigi!

Congiunzione astrale

“Tepor della sera” è forse uno dei miei dipinti più intimisti e più emozionali: ha cromie forti con le tonalità tipiche dei tramonti mediterranei che rievocano la passione degli amanti, qui raffigurati in un momento di relax serale e di garbata intimità, tra sprazzi di verdi cangianti che irrompono tra le ombre del vespero di una campagna rivierasca sul mare.    

Oltre alla pittura ti dedichi anche alla scrittura, riscuotendo ampio apprezzamento dal pubblico. Da pochi giorni hai pubblicato un nuovo libro dal titolo Solchi tra le dita – Racconti tea time e degustazione poesie ove intrecci bozzetti, racconti e poesie, includendo anche un interessante capitolo ove spieghi i passaggi e le emozioni che ti hanno portato anche al componimento di una canzone di cui hai curato testo e musica. Raccontaci qualcosa in più su questo libro e sulle emozioni che hanno accompagnato la stesura ed ora la pubblicazione:

Il mio desiderio era quello di trasporre su carta quelle emozioni vissute nel mio trascorso che hanno reso possibile la nascita di una canzone. Sono emozioni condensate in brevi racconti e poesie che indicano un percorso evolutivo di creatività e cioè, il viatico che ho dovuto percorrere prima di poter realizzare un sogno accarezzato da molti anni: musicare un testo in grado di fluire con pathos e leggerezza, di coinvolgere. Uno dei capitoli che mi sta particolarmente a cuore è, infatti, il capitolo relativo alla nascita di “Solchi tra le dita”, il brano inedito. E’ quello che mi ha fatto rivivere tutti i passaggi, sconfitte comprese, compiuti sino alla sua stesura e alla sua realizzazione finale. Il libro, quindi, terrà a battesimo la nascita di una canzone che sarà eseguita dapprima in versione unplugged (chitarra acustica e voce) e che vedrà poi il coinvolgimento di altri musicisti: un progetto complesso e affascinante. Il librò è stato appena pubblicato e non mi andrebbe di aggiungere altro se non il mio più gradito invito alla lettura. Ordinabile in tutti i webstore e in tutte le librerie. Perciò, grazie per avermi domandato!

Prossimi progetti in programma?             

Ho in mente di avviare alcune sperimentazioni pittoriche di tipo tecnico su due versanti di creatività. Mi affascina molto l’idea di realizzare delle opere che possano rappresentare un connubio ad alta qualità materica tra la fotografia e la pittura. M’interessa, inoltre, approfondire quei processi che definirei, per così dire, di vetrificazione della pittura: è un campo di ricerca che potrebbe ampliare molto la gamma delle possibilità metodologiche nello studio e nella rappresentazione della luce.

Porterò a termine il progetto relativo al brano musicale unplugged, intitolato “Solchi tra le dita”, come sopra indicato. E cioè, lo riprenderò per portare in sala di registrazione l’inedito. Alcuni contatti da parte di una Galleria prestigiosa di New York…. Vediamo, vediamo…

Grazie per il tempo che ci hai concesso… Invitiamo i nostri lettori a seguire questa artista sulla sua pagina facebook:

Giampiero Murgia Art