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I LOVE ITALY – A Parigi a Le Carrousel du Louvre il fotografo Andrea Severi

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I LOVE ITALY, progetto espositivo itinerante sbarca all’estero in una location di alto prestigio quale quella de Le Carrousel du Louvre all’interno della fiera d’arte contemporanea “Art Shopping”. Tra i protagonisti di questa tappa siamo lieti di presentare oggi Andrea Severi

Andrea, benvenuto in questo importante progetto dedicato ai talenti italiani che ti vede protagonista per la prima volta.  Come ti senti nell’affrontare questa nuova avventura e cosa significa per te esporre in questa fiera all’interno dell’edificio che ospita il più importante museo al mondo?
Innanzitutto ringrazio per la grande opportunità che mi è stata concessa. Esporre le mie opere e poter entrare al Louvre da artista e non da turista, sarà un’emozione molto forte. 

Far parte di questo progetto, essere considerato un talento italiano in ambito fotografico ed avere l’opportunità di esporre nel museo più importante al mondo, significa concretizzare sogni e fatiche di più di venticinque anni di lavoro e passione.

Raccontaci quando hai scoperto la tua passione e cosa rappresenta per te la fotografia?
Ricordo che mio padre mi diede per la prima volta la sua fotocamera quando ero in quarta elementare (1984) per poter fare le foto alla gita scolastica, insieme ad un rullino in B/N da 12 pose. Conservo ancora quella fotocamera ed ovviamente anche le foto. Comprai la mia prima Reflex nel 1993, ma nel 1997 quando entrai a far parte del Foto Cine Club Forlì capii che la fotografia poteva essere un mezzo di comunicazione e non solo di documentazione storica degli eventi. Avevo capito che potevo raccontare chi sono non solo con le parole, ma anche attraverso le immagini, perchè quando fotografiamo, noi non immortaliamo mai la realtà, ma l’idea che ne abbiamo. Credo fortemente in questo concetto e  complice la mia curiosità su tutto ciò che mi circonda, ciò mi ha portato e mi continua a portare a sperimentare continuamente nuove tecniche e nuovi soggetti. Un giorno una persona mi disse: Tu ami immortalare la realtà in uno scatto, per poi sperimentare, divertirti, osare e creare la tua verità, regalando al soggetto una nuova identità. 

E’ una frase che porto con me nel cuore perchè rappresenta veramente il mio modo di realizzare le mie opere. La fotografia è fatta di emozioni, condivisione e confronto con le persone. Molte persone incrociano la mia vita, alcune saranno solo di passaggio, alcune si fermeranno più a lungo, mentre alcune lo faranno per sempre. Non importa quanto queste persone si fermeranno nella mia vita, con ognuna di loro scambierò qualcosa, quel qualcosa che mi farà sicuramente conoscere cose nuove e quindi crescere, quel qualcosa che mi farà riflettere, ragionare e pensare sempre in maniera differente e alternativa. Tutti stimoli che più o meno inconsciamente verranno poi trasportati nei miei scatti e quindi nelle mie opere.

In una società come quella attuale, caratterizzata dalla presenza di innumerevoli dispositivi in grado di catturare le immagini, come vedi il futuro della fotografia? Da fotografo pensi vi sia oggi una maggiore difficoltà, rispetto al passato, nell’emozionare ancora lo spettatore, stupirlo e sorprenderlo, creando qualcosa di originale?
Tecnicamente parlando, la fotografia ha davanti a se un futuro con ancora tantissimo da offrire. Il rischio di oggi è quello di avere una fotografia basata molto sull’estetica (colori, ombre e luci perfette ecc. ecc.) e poco sui contenuti e questo provoca inevitabilmente un livellamento, un appiattimento delle opere ma soprattutto degli artisti, dei fotografi e quindi viene un pò a mancare il proprio punto di vista, la propria creatività. Viviamo in continua ricerca di un consenso e spesso vengono prodotte opere per soddisfare le esigenze altrui e non le proprie. Ciò provoca una perdita di noi stessi artisticamente parlando.

Una volta lessi: “In questa società è come se vivessimo dentro a una casa con le finestre che al posto dei vetri hanno specchi, dove è impossibile guardare fuori, perché siamo in grado di vedere solo noi stessi.” Anche il nostro non confrontarsi, il non condividere, il non guardare mai quello che accade attorno a noi, provoca un appiattimento della nostra personale creatività.

Ritengo importante rimanere me stesso e raccontare chi sono attraverso i miei scatti e le mie opere.

Parlaci delle opere che esporrai in tale occasione.. quale messaggio vorresti trasmettere attraverso di esse?
Le opere che esporrò rappresentano la bellezza femminile, reinterpretata in modo estremo attraverso uno stravolgimento voluto e provocatorio del colore e delle forme.

Sono immagini che infrangono ogni regola, contrapponendosi deliberatamente al ritratto classico, in un gioco di sovrapposizioni e contrasti studiati per trascinare l’osservatore in una dimensione surreale. Un viso, un corpo di donna plasmati dall’immaginazione, al fine di esaltarne il fascino e la sensualità. Le opere sono presentate con stampe Fine Art utilizzando un pregiato supporto in fibra di cotone.

Sogni o progetti per il tuo futuro artistico?
 Il vero progetto per il futuro è quello di non smettere di inseguire i miei sogni. Realizzare opere e/o tecniche riconoscibili ed identificabili vorrebbe dire diventare “immortale” e questo direi che sarebbe il mio sogno più grande. 

Oggi vengono scattate miliardi di immagini al giorno, che vivono però di “un piccolo istante” prima di perdersi nel mare digitale in cui viviamo, in quel mare che scorre senza mai fermarsi come la nostra vita.

Mi piace pensare che uno dei miei scatti possa immortalare un “frame” rendendolo “un infinito piccolo istante” che possa condurre l’osservatore al mio stile creativo e quindi al mio nome.

Grazie per il tempo che ci hai concesso.. Invitiamo i nostri lettori a seguire questo artista sulla sua pagina facebook, il suo sito o il suo profilo instagram : https://www.facebook.com/andrea.severi.photoartgallery

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