Home Arte vista da... Quando arde il fuoco underground dell’arte contemporanea

Quando arde il fuoco underground dell’arte contemporanea

567

 Le Marche sembrano una realtà quasi statica, dormiente a livello artistico ma è solo apparenza. Basta scavare un po’ e girare qua e là, come sto facendo già da anni e ci si imbatte in realtà vive e si scopre un fuoco, oserei dire underground, che arde e si espandende sempre più velocemente. Read More
Certo parlo di fuoco non a caso, proprio in questi giorni dall’8 al 10 dicembre si sono celebrati nella regione i “Fuochi della Venuta”, una tradizione nata nel XV secolo, ma che si era perduta nel tempo ed è stata riscoperta grazie ad una serie di iniziative proposte da Pierpaolo Ceciliani, manager del settore turistico che applicando il concetto di marketing territoriale è riuscito a rivitalizzare una tradizione, collegandola anche all’arte contemporanea e persino ad una iniziativa per sensibilizzare ad un uso più intelligente dell’energia.
In tutto questo risveglio lento della regione Marche, ecco che l’ex Chiesa di San Silvestro ad Orciano (PS) diventa il contenitore privilegiato e azzeccato per una mostra d’arte contemporanea intitolata “Fuochi della Passione” curata dal critico Stefano Verri, dal fuoco alla riflessione sui sentimenti il passaggio è breve e lo si può sviscerare dal lavoro congiunto di due artisti Mona Lisa Tina e Giovanni Gaggia, dove attrezzi chirurgici e cuori di gesso sono i segni imprescindibili di una trasmutazione delle emozioni viscerali.
Il fuoco della tradizione viene reinterpretato, fatto a pezzi, vivisezionato e carpito fino all’essenza attraverso segni, colori, oggetti e immagini, come nel caso di Chiara Francesconi, dove il fuoco riconduce alle azioni quotidiane in un solo scatto e un oggetto semplice, una pentola, ci riporta al concetto della donna che doma il fuoco quotidiano dei fornelli come se fosse un demiurgo….
Ci sono fuochi di ogni intensità, fuochi di ogni colore, come nel caso delle fotografie di Massimiliano Magrini, dove il fuoco di Adamo ed Eva, rivisitati in chiave fashion, è di un rosa acceso che si staglia in un ambiente bianco purissimo.
Bianco è anche il fuoco del tempo che dà il titolo ad un’altra mostra curata da Milena Becci, a Fermignano presso i lavatoi, che si aprono su una suggestiva cascata. L’acqua non è più l’acerrima nemica del fuoco ma diventa culla naturale all’irriconoscibile sfaccettatura che l’elemento primario assume nel video e nelle fotografie di due artiste marchigiane ancora agli esordi.
Il fuoco underground dell’arte contemporaneaarde anche nelle Marche,  per ora sono piccoli falò sparsi…Chissà che tra qualche anno non riesca a fare un fuoco unico, badate bene però… senza nessun calderone sopra!