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Il dipinto “Per mano” dell’artista Giampiero Murgia

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Recensione critica a cura dell’art curator Francesca Callipari

PER MANO

“Un giorno
la poesia che non so scrivere
avrà la luce
sorridendoti delle parole
non dette e mai esistite
finanche immaginate
e sapran di te
a ricordarmi quando
senza sapere verbo
ci prendevam
per mano nei sogni”

(poesia dell’artista Giampiero Murgia)

Silenzio, riflessione, sguardi “sospesi” di donne avvolte nei loro pensieri… luci affioranti, delicate e maestose sfrecciano nel cielo in continuo divenire e dal candore di un’aurora ci conducono al rosso del tramonto.

Una donna socchiude gli occhi, quasi a voler sentire il mondo circostante con tutti i propri sensi… sentire il profumo dei fiori e il dolce rumore dell’acqua alle sue spalle, il calore del sole che ricade delicatamente sul corpo nudo, evidenziandone linee sinuose e rotondità.

Disinvolta e disinibita, si mostra nella sua natura, noncurante degli sguardi o dei giudizi altrui, immergendosi completamente nel paesaggio che la circonda, impregnando il proprio corpo di quella luce che la illumina e la ristora.

Accanto a lei, di spalle, la figura di un uomo che contrariamente agli altri personaggi si rivolge verso il paesaggio, come se stesse contemplando la bellezza dello scenario campestre che gli si apre di fronte. Uno scenario incantevole e “paradisiaco” che sembra quasi una visione, una proiezione del sogno immaginato dallo stesso uomo che in lontananza si vede sulla collina con la sua dolce metà.

Proprio nelle figure di questi innamorati, che corrono sulla radura erbosa tenendosi per mano, rintracciamo il fulcro dell’intera opera, che proprio da essi prende il titolo “Per mano”, divenendo una celebrazione dell’amore vero e della gioia di vivere.

Non a caso l’artista inserisce la coppia nel perfetto centro tra i due cieli, fissando lì il punto di fuga in cui convergono le linee ideali che partono dall’occhio dell’osservatore: l’amore al centro di tutto, sentimento che viene sublimato dall’immagine dei due amanti che si prendono per mano in un spazio senza tempo, rimanendo in equilibrio tra l’aurora e il suo tramonto.

Un altro elemento colpisce la nostra attenzione: osservando bene il quadro notiamo che il movimento del cielo che muta rapidamente da sinistra verso destra e del laghetto con l’acqua leggermente increspata dal vento si contrappone fortemente alla staticità dei personaggi che appaiono assorti nei loro pensieri, in una riflessione profonda, quasi sacrale e i due amanti che sembrano correre e allo stesso tempo rimanere immobili al centro della tela.

E’ un tempo non tempo… che scorre ma vuol essere immortalato proprio dall’essere umano, che attraverso il ricordo e l’immaginazione riesce a cristallizzare la gioia di un momento, la bellezza di un sentimento chiamato Amore.

(F. Callipari)