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I laboratori al museo

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museo_omero Ancona – La vocazione didattica del Museo Omero è molto spiccata: esso offre a tutti la possibilità di accostarsi all’opera d’arte in modo diverso e nuovo. Così a fianco dell’attività con i non vedenti, vengono organizzate diverse attività di laboratorio.
Memoria, tatto, materiali, plurisensorialità, poesia, corpo, sono alcune parole-chiave di tali attività. L’obiettivo dei laboratori è perciò quello di creare significative occasioni di conoscenza di tematiche legate all’arte e all’archeologia, favorendo negli alunni un approccio alla realtà di tipo sinestetico.
Partendo dalle idee innovative portate avanti da Marinetti e da Bruno Munari, relative al tattilismo, sono vari i laboratori attivati dalla Sezione Didattica, e suddivisi in base alla fascia d’età a cui sono rivolti.
Un esempio è il Laboratorio “Voce ai materiali” pensato per bambini delle prime classi della scuola primaria.
Tra gli obiettivi che esso si pone, risalta l’intento di sviluppare la percezione tattile e il riconoscimento dei diversi materiali.
Il percorso laboratoriale inizia con la presentazione del gruppo di visitatori e dell’educatrice, cercando di favorire un clima informale: si presenta il Museo Tattile Statale Omero attraverso il significato del suo stesso nome e successivamente viene raccontata una fiaba divertente che affronta il tema della disabilità visiva.
La seconda fase, alla quale viene dedicato più tempo, è costituita dall’osservazione e lettura delle opere e dalla visita animata al Museo, basata su un rapporto con le opere di tipo interattivo e su un dialogo tra esse e il vissuto personale del fruitore. Passando dalla sala greca, a quella rinascimentale, per arrivare infine all’arte contemporanea i bambini toccano le varie sculture per scoprire i materiali di cui sono composte e le relative voci (i materiali diventano così dei personaggi, ognuno con personali caratteristiche).
Si passa poi agli esercizi di risveglio sensoriale, per preparare i bambini alla fase successiva in cui dovranno essere abili nel costruire un oggetto personalizzato per mandare un messaggio a qualcuno, senza l’utilizzo delle parole.
Durante questi esercizi il Museo si trasforma in una vera palestra estetica, dotata quindi di varie attrezzature, e nella quale  i bambini sono impegnati a risvegliare il tatto, l’udito, il gusto e l’olfatto, senza l’aiuto della vista.
Il percorso dura circa due ore e si conclude con una riflessione sull’esperienza vissuta, momento utile ai bambini, ma anche all’educatrice, in grado così di migliorare la propria offerta didattica.