Home Mostre A Roma, il secondo appuntamento con l’installazione ‘Prisoners’

A Roma, il secondo appuntamento con l’installazione ‘Prisoners’

205

Installazione-di-arte-pubblica-PrisonersRoma – Dopo il tour a Udine, Gradisca d’Isonzo, Pirano e Genova, B#SIDE WAR FESTIVAL arriva nella capitale. In collaborazione con Ex Lavanderia e con il patrocinio dell’assessorato al Primo Municipio di Roma, IoDeposito Ong inaugura sabato 10 giugno alle ore 18.30 ‘Prisoners’, opera concettuale di arte pubblica dell’artista Joshua Cesa, presso l’ex Manicomio Santa Maria della Pietà (ingresso consigliato da Via Eugenio Mattei). L’installazione, patrocinata dall’UNESCO, sarà fruibile gratuitamente dal 10 all’11 maggio, nell’area dello splendido parco dell’ex Manicomio, dalle 18.00 alle 22.00. ‘Prisoners’, dopo l’inaugurazione a maggio in Piazza San Silvestro, nella sua seconda location si sposta dunque in un luogo della capitale fortemente connotato in cui, per l’occasione, si avrà modo di visitare l’opera con l’artista. Per la prima volta a Roma, questa nuova esperienza artistica si concluderà il 24 giugno con l’appuntamento in programma al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove. Gli eventi romani di IoDeposito Ong rientrano nell’ambito della terza edizione della rassegna artistica e culturale B#SIDE WAR, ideata e promossa attraverso numerosi eventi nazionali ed internazionali quali mostre d’arte e installazioni artistiche, performing, conferenze, progetti di ricerca e pubblicazioni.

In un’Europa che cento anni fa si configurava come una grande prigione a cielo aperto, quasi quindici milioni di persone vivevano intrappolate in carceri di guerra inumane. A fianco a loro,  altrettanti civili soccombevano tra campi di rifugiati, campi d’evacuazione o tra le propria mura domestiche, prigionieri di una realtà di distruzione e di privazione. Attraverso la sua installazione, l’artista Joshua Cesa coinvolge lo spettatore a esplorare le tematiche legate alla prigionia, permettendo di interfacciarsi con una visione poli-focale della storia tra passato e presente. ‘Prisoners’ nasce infatti dall’esigenza di indagare l’esperienza della prigionia in senso percettivo e, partendo dal vissuto storico della Grande Guerra, innesca una riflessione ‘sensoriale’ e contemporanea sull’idea della reclusione, invariabile implicazione di tutti i conflitti. L’installazione si realizza attraverso una serie di strutture cubiche poste a terra le quali, squadrate e monolitiche, si aprono al dinamismo mostrando l’immagine di numerosi prigionieri che dal loro interno, disperati, cercano l’uscita. Un contenitore che si fa quindi metafora di tutte le reclusioni -non solo quelle dovute alle guerre conclamate ma, anche, a quelle sommesse- in un tempo in cui l’uomo è prigioniero soprattutto di se stesso: inevitabile chiedersi quali siano, allora, i reali confini di una cella. ‘Prisoners’ riesce a farsi vera e propria esperienza artistica, portando in sé due linguaggi apparentemente molto diversi: la fissità e la perfezione della figura geometrica dialoga e si relaziona col movimento disperato e primordiale di chi, nello schermo, sa di non potersi liberare.

Un ruolo fondamentale gioca la scelta dei luoghi specifici in cui si è scelto di allestire, di volta in volta, l’installazione. Per il secondo appuntamento non è difficile intuire la forte connessione che vibra tra l’opera e la seconda location romana, l’ex Manicomio Santa Maria della Pietà: quelle mura custodiscono infatti la memoria di una prigionia sofferta e brutale subita da chi, confinato lì per molti anni, è stato sottratto alla vita -e dunque alla libertà- perché ‘pazzo’. Inseriti in uno spazio dal forte valore simbolico che sembra quasi inglobare gli schermi di ‘Prisoners’, l’installazione acquisisce dunque nuove chiavi di lettura, che la presentano al visitatore fuori da ogni tempo e da ogni luogo, come fosse sempre stata lì. I cubi diventano allora contenitore e contenuto e, soprattutto, testimonianza primordiale della disperazione di chi oggi non riesce a liberarsi, così come non hanno potuto farlo i ‘pazienti’ un tempo qui emarginati. «Essere qui è un traguardo molto importante per la nostra rassegna, il B#SIDE WAR FESTIVAL: Roma offre orizzonti di riflessione profonda, grazie al caleidoscopico crocevia di culture che ha tessuto, da sempre, la fitta tela della storia di questa città» spiega Giulia Di Paola, responsabile della neo-nata sede romana di IoDeposito Ong «in un territorio la cui identità è tutt’oggi profondamente legata al proprio vissuto bellico, storico e artistico, la riflessione innescata da ‘Prisoners’ sul dramma dei conflitti offre, sicuramente, un nuovo e multifocale punto di vista».

Inaugurazione: sabato 10 giugno ore 18.30, ex Manicomio Santa Maria della Pietà (ingresso da Via Eugenio Mattei, davanti all’Ex Lavanderia), Roma. Per l’occasione, una visita speciale all’opera con l’artista
Orari: L’installazione sarà fruibile presso l’ex Manicomio Santa Maria della Pietà, all’interno del parco; dal 10 all’11 giugno 2017, dalle 18.00 alle 22.00.
Infoline: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org

-Contatti
Link dell’evento: http://www.bsidewar.org/it/prossimi-eventi/prisoners-by-joshua-cesa-5/
Web: www.iodeposito.org; www.bsidewar.org
Direzione: [email protected]
Ufficio stampa: [email protected]

Facebook: https://www.facebook.com/iodeposito/