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Ricerche di Stile. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni

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Jean Paul Gaultier abito tulle naylon organza sala ovale
Jean Paul Gaultier
abito tulle naylon organza
sala ovale

Imola – Nelle sale della casa/museo Palazzo Tozzoni, dimora settecentesca completamente arredata nel centro storico di Imola, gli Archivi di Ricerca Mazzini espongono una selezione delle loro collezioni di abiti. Non si tratta di una sfilata, neppure di un focus sulla storia del costume. La mostra dal titolo: “RICERCHE DI STILE. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni” è piuttosto un racconto sulle mille declinazioni di cui si è sempre nutrito il mondo della creatività in generale e quello della moda in particolare. I salotti, gli ambienti più privati, le sale di rappresentanza e le stanze destinate ai servizi di Palazzo Tozzoni, con i pregiati arredi, tessuti e dipinti originali, espressione dei diversi stili dell’abitare tre Sette e Ottocento, accolgono 150 capi “capolavori” per 100 anni di moda, degli oltre 400.000 che costituiscono il grande Archivio Mazzini di Massa Lombarda al quale si rivolgono, come fonte ispiratrice, i protagonisti della moda di tutto il mondo. La capacità di assorbire, rielaborare, rigenerare e portare a nuova vita gusti, modelli e culture – caratteristica propria del Made in Italy – è il tema di questa esposizione voluta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola e pensata in collaborazione con i Musei Civici di Imola – Assessorato alla cultura, che si terrà dal 1° dicembre al 28 febbraio 2018, al fine di far conoscere due grandi patrimoni culturali del territorio: gli Archivi di Ricerca Mazzini e Palazzo Tozzoni.
Stile, ricerca, bellezza: sono gli imperativi che descrivono, in sintesi, la nuova mostra della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola in collaborazione con i Musei civici di Imola, dal titolo: “RICERCHE DI STILE. Gli Archivi Mazzini a Palazzo Tozzoni” dal 1° dicembre fino al 28 febbraio 2018, negli spazi di Palazzo Tozzoni, dimora nobile settecentesca posta in una centrale via di Imola e testimonianza delle espressioni artistiche e del gusto del passato.

In mostra 150 abiti scelti e selezionati da Carla Marangoni e Attilio Mazzini degli Archivi di Ricerca Mazzini di Massa Lombarda, imponente raccolta di pezzi rappresentativi degli stili di moda che si sono succeduti negli ultimi ottanta anni e che raccoglie oltre 400.000 capi, luogo unico dove studio, passione e ricerca sono il pane quotidiano di alcune persone che da decenni ormai, inseguono la bellezza e la conservano con cura.
I vestiti in mostra, divisi in 11 sezioni, raccontano i processi creativi degli stilisti di moda che frequentano l’Archivio Mazzini, contestualizzandoli all’interno di un percorso pensato e curato dagli archivi stessi.
Le sale del Palazzo hanno ispirato questi collegamenti di ricerca. Gli abiti esposti rendono l’identità dell’artista che si cela dietro alla creazione, raccontano la seduzione che le creazioni di 100 come di 20 anni fa continuano a esercitare sul pubblico della moda di tutti i tempi, svelano la ricerca che ispira i più grandi stilisti capaci di trasformare il capo iconico in qualcosa di contemporaneo, qualcosa che non smette di esercitarne il magnetismo estetico. Ogni abito è un’opera che sottende un’idea, una conoscenza, una ricerca lunga anche anni, uno sguardo attento sul mondo, un inno alla trasformazione e alla creatività. È a questo processo creativo che partecipa l’Archivio di Ricerca Mazzini tra i punti di riferimento degli stilisti di tutto il mondo che arrivano a Massa Lombarda per far germogliare un’intuizione che serve a preparare il terreno e il contesto da cui emerge il dettaglio che fuga ogni dubbio di stile.

Il percorso si snoda tra le sale di Palazzo Tozzoni, dimora privata oggi casa-museo, che costituisce un caso assai raro conservando ancora i propri arredi: l’antica mobilia, le raffinate tappezzerie, il ricco patrimonio di dipinti e sculture, i manufatti di pregio, gli stucchi, le opere di ebanisteria, le ceramiche o gli alabastri fino agli elementi minuti d’arredo fanno parte di un continuum che testimonia perizia e gusto nell’avvicendarsi degli stili. Le splendide sale arredate del Palazzo sono parte integrante della “ricerca di stile”, tema centrale della mostra.
100 anni di moda, a partire dallo splendido “Delphos” di Mariano Fortuny (unico pezzo prestato da Venetia Studium srl) datato 1925, l’ermesino di seta plissettato che rivoluzionò l’abito femminile, voluto in mostra dall’Archivio Mazzini come punto di partenza del discorso sullo stile e sulla ricerca, fino al recente Jil Sander, vestito in poliestere plissettato di Rodolfo Paglialunga designer del 2017. Due abiti icona esposti nell’elegante salone d’onore con i sontuosi abiti d’ispirazione etnica dai forti accostamenti cromatici di Romeo Gigli in un dialogo con i damaschi cremisi e le specchiere dorate dell’appartamento barocchetto. E ancora gli abiti scultorei e tridimensionali di Maurizio Galante abitano l’austero appartamento impero a fianco di mobili dai forti volumi; i voluminosi e leggeri vestiti da ballo di Yohji Yamamoto e Jean Paul Gaultier spiccano nella sala da musica dell’appartamento Impero, mentre i famosi corpetti di Gaultier e di Dolce e Gabbana che si ispirarono per la prima volta alla biancheria intima, sono esposti tra gli oggetti per l’igiene personale appartenuti agli antichi abitanti del palazzo. La luminosa loggia attraverso cui la natura entra nel palazzo ospita la moda floreale tra cui spiccano capi unici come il costume da bagno anni Cinquanta di Schiaparelli; la cucina, fucina di creatività gastronomica, ospita le creazioni di Issey Miyake che utilizza insoliti materiali normalmente non associati alla moda un connubio di origami e lavorazioni complesse; infine i vestiti Stone Island ispirati a quelli in uso nel mondo del lavoro si affacciano dalle cantine del palazzo dove ancora si respira il profumo del vino. E in tutto il palazzo gli abiti di Valentino, Callaghan, Marni, Cappucci, John Galliano, Versace, Prada, Margiela, Bolzoni, Watanabe, sorelle Fontana, Vivienne Westwood, Fay, Comme des Garçons, Marni e altri, dialogano con gli spazi e ne condividono le suggestioni.

Il percorso continua nella sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, al Centro Gianni Isola che ospita gli abiti dell’Archivio Mazzini selezionati per la copertina dell’ultimo disco di Mina e Celentano “Le migliori” che ritrae un fotomontaggio in cui i due artisti si sdoppiano e posano con stravaganti abiti femminili. Accanto vi sono gli abiti di carta protagonisti delle pubblicità degli anni Sessanta. Al Cento Isola verrà inoltre proiettato un documentario di 20 minuti sulla realtà degli Archivi Mazzini, con la partecipazione dello stilista Romeo Gigli per la regia di Mauro Bartoli.

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