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Pietro Finelli – Noir Time

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Pietro Finelli  Marcus Rothkowitz Noir XXX  2012  olio su tela cm165x255
Pietro Finelli
Marcus Rothkowitz Noir XXX
2012
olio su tela cm165x255

Chisinau (Moldavia) – L’ipotesi che l’artista Pietro Finelli ha elaborato per una delle sale del Museo Nazionale di Storia della Moldavia a Chișinău (Muzeul National de Istorie a Moldovei), considerate anche le sue peculiari caratteristiche, è una mappatura ed esplorazione degli attraversamenti, sia in senso fisico sia in senso psichico, che avvengono nelle nostre metropoli e nelle nostre coscienze. E del complesso intreccio che l’immagine filmica ha svolto e svolge con l’immagine pittorica. Di come queste connotazioni, che investono l’uomo e la donna della metropoli, si connotino e sfocino in “rappresentazioni” che il cinema da una parte, e la pittura dall’altra, ci offrono quali topos di un’articolazione della nervenleben urbana. E di come, nel cinema e nella pittura sono stati incorporati questi attraversamenti, diventandone cifra estetica rilevante, affrontando e mettendone in luce in pari tempo quel sottile rapporto o intreccio eminentemente visivo che l’immagine filmica e quella pittorica compiono. Di questa dualità, gli attraversamenti e la loro rappresentazione nel visivo del cinema e della pittura, Finelli vuole portarne in superficie, non per esserne passivi spettatori ma per viverne riattualizzandola, tutta la complessa dinamica visiva sensoriale spaziale temporale, che una mostra del genere pone in atto. Infatti, la mostra è, vuole essere, momento vivo di questi attraversamenti visivo/spaziali e di questo intreccio cinematografico/pittorico.

Il luogo della mostra diventa opera, azione in atto, dispositivo di questo complesso interagire. Con lo spazio e insieme allo spazio, in questo caso una delle sale del Museo nazionale di storia della Moldavia.
Finelli da diversi anni sta indagando l’articolazione e la struttura del cinema classico cosiddetto noir (quello” noir fu un periodo profondamente creativo, forse il più creativo di tutta la storia di Hollywood “Paul Schrader)
A Finelli di questo cinema interessa la sua propensione a elaborare i conflitti visivamente piuttosto che a livello tematico, riuscendo a creare soluzioni artistiche per problematiche sociali. Osserviamo alcune inquadrature di film noir: Dark Waters di André de Toth o He walked by night di Alfred L. Werker oppure I Wake Up Screaming di Bruce Humberstone. L’invisibilità del protagonista rimanda al più generale problema della vacillante identità noir, in un’impossibilità di vedere in volto colui che dice io e che commenta le azioni fuori campo. Questa parzialità dello sguardo contribuisce a creare nello spettatore un effetto spiazzante, insinuando quel senso di squilibrio, quel dubbio sulla visione e quella messa in crisi delle convenzioni visuali che è una ricorrente caratteristica del noir. In altre pellicole come Phantom Lady di R. Siodmak o The Blue Gardenia di Fritz Lang 1953 la particolare struttura con tagli diagrammatici e attraversamenti di porte, corridoi, stanze, spesso dalla luce al buio dove la presenza del(lla) protagonista la percepiamo come faglia, come ombra, come sagoma che ci rammenta qualcosa di ancora familiare, affronta il tema stesso della visione, della percezione della realtà e della sua rappresentazione. In Finelli il velo morbido della cellulosa è penetrato dallo sguardo che costruisce nuovi luoghi, abitati da una certa atmosfera ambigua, inquieta. Egli trasforma i quadri in segmenti di pellicola e acquisisce così il segreto di una narrazione sospesa nel fermo-immagine, che contiene in sé lo spettro dilatato del prima e del dopo. In quell’esatto istante dell’arresto del continuum cinematografico (il fotogramma come frammento ed essenza indescrivibile dello specifico filmico – R. Barthes), Finelli smaschera il punto di contatto fra verità e percezione. Tecnicamente la memoria fotografica delle immagini dipinte non cede mai al didascalico; a Finelli non interessa la citazione, il revival, la trasposizione da un media a un altro. Ogni scena distillata con precisione chirurgica dal continuum filmico viene sublimata in una dimensione astratta nella quale il singolo episodio diventa l’alibi per uno studio dei meccanismi di intuizione della realtà filtrata dall’obiettivo.

Nello spazio espositivo del museo, saranno montati tre pannelli di diverse dimensioni per accogliere un filmato con alcuni tagli delle scene più rappresentative di attraversamenti di film noir, che scorreranno in maniera continuativa su uno dei pannelli. Su un altro posto di fronte a questo, farà da pendant e da specchio a questo per cui si avrà una moltiplicazione dell’immagine filmica. Un altro accoglierà un dipinto e avrà alla base una panca per accogliere i visitatori, riproducendo à peu prés la celebre scena di Vertigo di Alfred Hitchcock 1958, in cui Madeleine Elster/Kim Novak è ripresa di spalle seduta che guarda il ritratto al museo. Poco distante un video poggiato a terra riproduce un altro filmato The Cognitive Image di P. Finelli. Sound by David Raksin, Miles Davis, Jon Hassel, Roy Webb.

Museo nazionale di storia della Moldavia
Str. 31 agosto 1989 no 121 A, MD 2012, Chisinau, Repubblica di Moldova
Telefono: +373 (22) 24-43-25
Dipartimento delle relazioni pubbliche, formazione museale: +373 (22) 24-04-26
Fax: +373 (22) 24-43-69
E-mail: [email protected]
Servizio di assistenza tecnica: [email protected]
www.nationalmuseum.md

Date: 20 settembre – 20 ottobre 2018
Luogo: Muzeul National de Istorie a Moldovei
Curatore: Giovanni Iovane
Testi: Eugen Sava, Giovanni Iovane, Roberto Borghi, Roberto La Carbonara, Saskia Riedel
Catalogo: Mimesis ArtTheory, Milano
Assistant project manager: Elena Condrea
Sponsor: Friends House, Cojocaru Vitali llie
Apertura: tutti i giorni, ore 10.00-18.00