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Opere d’arte con rottami ferrosi. Le opere di Paul Wiedmer

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Paul Wiedmer Waadt 1976. Metallo 72x33x10cm. Collezione dell'artistaCecina – Gli «Objets boudlés» nascono dall’assemblaggio di rottami in ferro rinvenuti con l’ausilio di un metal detector e dissotterrati nei cantoni svizzeri. Sono queste le creazioni al centro della mostra personale «Paul Wiedmer. Ferro. Forme. Energia», in programma fino al 28 maggio nelle sale della Fondazione Culturale Hermann Geiger, in piazza Guerrazzi 32 a Cecina (Livorno).
L’esposizione, a ingresso gratuito, presenta la serie di 26 lavori realizzati da Paul Wiedmer tra il 1974 e il 1976 con detriti metallici assemblati in base al luogo del loro recupero, ognuno dei quali accompagnato da una litografia. La ricerca di Wiedmer si basa sulla sintesi tra i prodotti dell’industria pesante e la natura. Tutto è sottoposto alla legge costante del mutamento e mosso da un’armonia profonda che l’artista esplora attraverso le forme organiche del metallo. Sono presenti in queste opere i concetti essenziali della ricerca, dello scavo, dell’estrazione dalla terra di oggetti legati intimamente ad essa, poiché spesso frammenti di attrezzi agricoli.
C’è inoltre l’idea dell’inventariare, del catalogare in modo sistematico, separando e riunendo i reperti secondo la provenienza. A completare il percorso espositivo, due opere recenti: «Lava», realizzata nel 2015 e dedicata alle forze che scaturiscono dalle profondità della terra, e l’installazione «Stützen der Gesellschaft», realizzata tra il 2011 e il 2016, composta da 13 puntelli a croce da edilizia ricoperti da colori brillanti e da forme metalliche saldate, ispirata al dramma «I pilastri della società» di Henrik Ibsen. Nell’ammirare le opere di Wiedmer si nota subito la profonda sintonia con il Nouveau Réalisme e la poetica del recupero di oggetti della società industriale, opportunamente rivitalizzati tramite l’accumulo e l’assemblaggio, a cui si aggiunge però una componente concettuale che si avvicina a quelli che sono stati gli sviluppi successivi dell’arte del Novecento.

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