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Cos’è che mi ha portato fino a qui… Federica Gonnelli

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EQUILIBRIO DI CONFINE  Installazione assemblaggio di immagine fotografica stampata su organza silicone acrilico bianco e legno misure d’ambiente 2016
EQUILIBRIO DI CONFINE
Installazione assemblaggio di immagine fotografica stampata su organza silicone acrilico bianco e legno
misure d’ambiente
2016

Vimercate – I percorsi e i motivi che conducono un artista ad avvicinarsi e contaminarsi con un territorio sono molteplici e spesso inaspettati. Quando la toscana Federica Gonnelli ha prestato una sua opera per esporle in una mostra organizzata dall’Associazione heart (Chiaro di luna, nel 2016 a Mezzago), certo non pensava che il suo rapporto con il territorio del Vimercatese sarebbe andato ben oltre una semplice presenza in una collettiva.
La sua partecipazione a La bellezza resta – la Gonnelli è tra gli artisti selezionati per la collettiva itinerante del progetto – ha segnato un’ulteriore occasione di avvicinamento alla scena culturale della zona. Subito dopo la Gonnelli è stata tra gli artisti vincitori di Vair, il progetto di Residenze d’artista proposto dall’Assessorato alla cultura e dal MUST di Vimercate. La sua presenza in loco per un mese di lavoro e le sue opere esposte negli spazi di Villa Sottocasa hanno sancito definitivamente il legame dell’artista con la città. Questa mostra rappresenta un’occasione per avvicinarsi all’opera di questa giovane e talentuosa artista, prima e dopo l’esperienza vimercatese, in un percorso molto significativo nella sua ricerca dai linguaggi diversi, che spaziano dalla fotografia alla video-installazione alla scultura.

Cos’è che mi ha portato fino a qui…
Federica Gonnelli

24 settembre – 22 ottobre 2017
inaugurazione domenica 24 settembre ore 18.30

una mostra a cura di:
Simona Bartolena

organizzata da:
heart-pulsazioni culturali
heart – spazio vivo
Via Manin 2,
Vimercate, Mb
Orari di apertura
sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.00
e in occasione degli eventi in calendario catalogo in mostra

La mostra
Il progetto propone un confronto tra luoghi vissuti e spazio espositivo. “Cos’è che mi ha portato fino a qui…” è un vero e proprio percorso, termine che Federica usa spesso per parlare della sua crescita personale e artistica, perché richiama il viaggio e di conseguenza il legame con le persone e con il luogo nel quale si sosta o nel quale si torna – come in questo caso -. La mostra sarà un moto di “avvicinamento” a luoghi e persone, attraverso alcune opere realizzate prima della residenza a Vimercate – diverse per forma, entità, tipologia di assemblaggio, ma che contraddistinguono e identificano fortemente l’artista – che culminerà nel riallestimento di alcune opere presentate al Must. Un percorso che attraverso le opere presentate vuole segnare una serie di tappe significative, che in qualche modo hanno portato Federica fino all’esperienza a Vimercate. I tre puntini di sospensione sottolineano a loro volta l’entità dell’esperienze di Vimercate come tappa, sosta fondamentale del percorso, dalla quale ripartire con nuove prospettive, nuove suggestioni. Il “luogo” in senso generale il luogo inteso come parte dello spazio che è occupato o che si può occupare materialmente o idealmente, sociologicamente associato alla nozione di cultura, un luogo identitario, relazionale, storico. Un avvicinamento ai luoghi, dei luoghi, un azzeramento dei confini che non è altro che la “relianza”, ovvero “lo stato di tutti gli esseri che sono connessi, collegati tra loro, in un rapporto di interdipendenza”, è “l’essere intessuti di relazioni al proprio interno e al tempo stesso con l’ambiente”. Una riflessione sui confini, in un momento storico nel quale, invece, si vogliono costruire e ricostruire nuovi e vecchi confini. Il progetto rimanda fortemente alla pratica del détournement situazionista e in particolare alla “deriva situazionista”. La deriva si pone all’interno di una teoria determinista: la psicogeografia, ovvero lo studio degli effetti precisi dell’ambiente geografico, costituito dal susseguirsi dei luoghi e dei relativi confini, disposto coscientemente o meno, che agisce direttamente sul comportamento affettivo degli individui. Per la psicogeografia è l’ambiente a modellare l’individuo, per questo la deriva situazionista si configura come pratica di liberazione dai dispositivi ambientali percepiti come dispotici. Più in generale la deriva situazionista può essere definita come volontario smarrimento dell’orientamento o come vagare senza meta e scopo. Il senso di questa perdita dell’orientamento, da parte di chi la pratica, è quella di abituare il soggetto ad un’apertura mentale verso nuovi, inattesi e magari anche estranianti aspetti della realtà, soprattutto se effettuata nei luoghi geografici che abitualmente si abitano. Si tratta, quindi, di un training sensoriale, che consente nuove percezioni ed esperienze estetiche attraverso cui i soggetti si riconfigurano. La sperimentazione estetica diviene quindi l’occasione per una trasformazione, anche politica, di individui che si dotano così di una nuova consapevolezza. Si tratta di un progetto psicogeografico, che manifesta l’azione diretta dell’ambiente geografico sull’affettività. Si può dire in generale che ogni artista è uno psiocogeografo, in quanto trasmette realtà psicogeografiche. Inoltre, prendendo in prestito le parole di Marc Augé, dal testo “Tra i confini. Città, luoghi, integrazioni”, Bruno Mondadori, Milano, 2007, l’artista è come l’etnologo che raccoglie “informazioni di vario genere dalla bocca di individui che se ne assumono la paternità, e tende così a mostrarsi particolarmente sensibile agli effetti di eco, di risonanza, fra il sociale, il culturale e l’individuale, cerca di non ridurre l’individuo solo a un’espressione e il sociale a una conseguenza di una cultura che lo spazio simbolizzato del territorio etnico condensa e materializza”.

L’artista
Federica Gonnelli è nata a Firenze, città nella quale frequenta il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti. Vive e lavora tra Firenze e Prato, dove dal giugno 2011 ha aperto il suo studio “InCUBOAzione”. Situazione di confine che ha caratterizzato il suo percorso nei materiali e nei temi, attuando una ricerca al limite tra le discipline delle arti visive. Il confine è un protagonista costante mediante l’utilizzo del velo d’organza, non un mero supporto, ma un determinante mezzo espressivo che concorre nel significato dell’opera. Il velo d’organza è una membrana osmotica che mette in comunicazione le varie parti; donando al tempo stesso un’identità sempre diversa, attraverso le immagini che su di esso sono realizzate. Un velo che impone uno slancio agli osservatori che vogliono scoprire cosa vi si cela dietro. Dal 2001 partecipa a mostre personali, collettive e concorsi. Nel 2006 consegue la laurea, con tesi dal titolo “L’Arte & L’Abito” e nel 2013 la specializzazione in Arti Visive e Nuovi Linguaggi Espressivi, con tesi dal titolo “Videoinstallazioni tra Corpo-Spazio-Tempo”. Dal 2015 ha partecipato alle residenze d’artista a Mola di Bari promossa dalla Fondazione Pino Pascali, a Cosenza per The BoCs, a Vis à Vis Fuoriluogo 19 Castelbottaccio (CB) e a V_Air Vimercate (MB).

L’Associazione heart – pulsazioni culturali heart – pulsazioni culturali è un’associazione di promozione sociale, senza fine di lucro, che opera in ambito culturale a vari livelli: organizzazione di mostre ed esposizioni d’arte, concerti e performance live, spettacoli teatrali e cinematografici, corsi tematici per adulti e bambini, convegni, dibattiti, presentazioni e incontri, raccolta documentazione e realizzazione di materiale divulgativo quali libri e prodotti editoriali. L’Associazione heart è stata creata da un gruppo di persone già molto attive nella diffusione e divulgazione dell’arte e della cultura. I soci fondatori sono, infatti, tutti professionisti del settore o esperti d’arte, cultura e didattica che in più occasioni si sono occupati in prima persona dell’organizzazione di eventi ed esposizioni sul territorio di Milano e provincia. Insieme, ad esempio, hanno collaborato a progetti quali Qui, già, oltre (2009/2010) e Omaggio a Morlotti (2010) che, con una notevole serie di mostre, conferenze, spettacoli teatrali, momenti di incontro, hanno visto coinvolti numerosi comuni, enti pubblici, aziende private e associazioni culturali.
heart – spazio vivo, spazio espositivo e sede operativa dell’associazione, è stato inaugurato al pubblico il 24 settembre 2011 e in questi anni ha ospitato numerose iniziative di successo: dalla mostra Oltreluogo – da Gianni Colombo a Joseph Beuys (dedicata allo Studio Casati, storica galleria degli anni Settanta), alla mostra Glass in heart (straordinaria panoramica sul vetro d’artista dal Nouveau ai nostri giorni), da Fotografia dell’identità (una collettiva di fotografi internazionali, curata da Roberto Mutti, a Antonio Saccabarozzi: la certezza del dubbio (un’antologica su due sedi dedicata al grande artista scomparso nel 2008), dall’importante antologica dedicata al futurista Luigi Russolo e alla musica del rumore (nella quale sono state esposti, oltre numerose incisioni e opere su tela, quattro moduli dell’Intonarumori provenienti dal MART di Rovereto), a Il Nespolo di Maggio, una personale di Ugo Nespolo. Nell’ambito del progetto L’Ossessione della normalità lo Spazio heart ha accolto una mostra con opere di de Pisis, Tancredi, Fraquelli e Zinelli e un’antologica di Gino Sandri.
Numerosi anche i progetti che hanno coinvolto altre realtà e altre sedi espositive: dal 2012, in occasione della Manifestazione Ville Aperte in Brianza, heart, con il Bice Bugatti Club di Nova Milanese e la Provincia di Monza e della Brianza, cura, organizza e promuove Tracce di contemporaneo: presenze di opere contemporanee nel percorso dell’evento. Nel 2015 il progetto è diventato un evento di rilievo nell’ambito di MeetBrianzaExpo, con cinque mostre ambientate in altrettante ville di delizia della Brianza, che raccontano la storia dell’arte italiana attraverso le opere di proprietà delle collezioni private del territorio. Nel maggio 2012 l’Associazione heart ha seguito Colori, progetto sul tema del colore nell’arte, che ha coinvolto numerosi comuni del territorio della provincia di Lecco, Monza e Brianza e Milano con mostre, conferenze ed eventi. Dal febbraio al maggio del 2014 heart è stata la volta di Materie, una straordinaria panoramica su dieci sedi dedicata al rapporto tra scultore e materiale. Dieci mostre tematiche che hanno coinvolto più di 160 artisti di generazioni diverse, mettendo a confronto maestri ampiamente storicizzati a giovani emergenti. Nella prima metà del 2015 le attività di heart si sono concentrate sul progetto Elementi: cinque mostre in diverse sedi per raccontare gli elementi naturali e il filosofico quinto elemento. Tra le ultime esposizioni ospitate dallo Spazio heart: Visivi, Dadamaino e Secomandi, un’importante retrospettiva dei due artisti e Un racconto di terra, monografica di Nanni Valentini, in collaborazione con l’Archivio dell’artista. Sempre nel 2016, fuori dalla propria sede espositiva, invece, l’Associazione ha organizzato e curato la mostra Filippo de Pisis, il colore e la parola (a Palazzo Ghirlanda Silva, Brugherio). Il 2017 è cominciato con un omaggio a Giovanni Testori, con la mostra La vocazione dei fuorilegge, con protagonisti cinque artisti apprezzati dal grande letterato (Sergio Battarola, Luca Bertasso, Luca Crocicchi, Fausto Faini e Key Mitsuchi), ed è proseguito con l’antologica Strappi e lacerazioni, dedicata alle opere in ferro e su carta di Giuseppe Spagnulo, organizzata in collaborazione con l’Archivio Spagnulo. Dall’ottobre del 2016 l’Associazione heart è, con il Teatro Binario 7 di Monza, l’ideatrice e l’organizzatrice del progetto La bellezza resta.
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