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I LOVE ITALY – Firenze presenta l’artista Maria Rosaria Iacobucci…

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Nell’ambito della collettiva I LOVE ITALY che sarà inaugurata sabato 29 Settembre siamo lieti di presentare Maria Rosaria Iacobucci, tra i protagonisti presso l’Auditorium Al Duomo a Firenze della collettiva che promuove i talenti italiani!

Maria Rosaria, bentornata! Stavolta siamo pronti per una nuova tappa in questo importante progetto dedicato agli artisti italiani.. Come ti senti nell’affrontare questa collettiva e cosa ti aspetti da questo evento?

 Sono felice, molto emozionata, spero di essere all’altezza! Mi impegno moltissimo con vera passione, auspico un riscontro positivo. 

A Firenze, a differenza delle altre tappe dove ti sei contraddistinta sempre con tele materiche, esporrai per la prima volta due opere figurative.. Ti va di raccontarci come sono nate e cosa vorresti trasmettere?

 La mia personale sensibilità mi spinge, come essere umano, ad essere profondamente radicata nella natura e nell’etica.  In “Regressione intellettuale” –  colori acrilici su tela 90×60  –  ho avuto l’impellente bisogno di comunicare il mio stato d’animo attuale, attraverso la disamina degli eventi negativi causati dall’impudenza e negligenza dell’uomo. Apparteniamo alla cultura occidentale con le radici greco-romane, ho  rappresentato Apollo che attraverso una ipotetica finestra colorata, con lo sguardo avvilito, osserva il degrado culturale e nel mio immaginario confronta la meditazione estetica con il capitalismo selvaggio. Allegoricamente ho voluto   contaminare l’arte classica, “il bello” , “la perfezione”,  con la pittura informale per renderla più attuale.

In “efficacia non verbale”-  colori acrilici su tela 90×60 – parlare con gli occhi attraverso microespressioni, i sentimenti autentici si mostrano malgrado gli sforzi per dissimularli. Uno sguardo è molto più eloquente di mille parole!

Ritengo che il senso di ciò che ho voluto esprimere sia stato colto in maniera eccellente nel commento autorevole della poetessa Giusy Cafari Panico che riporto di seguito:

“Incomunicabilità”

La bellezza salverà il mondo, scriveva Dostoevskij, ma ormai la bellezza è rara, più archetipo che natura o realtà. Per questo la pittrice rappresenta un giovane viso apollineo, scolpito nel marmo, che pare avere un cruccio, una noia. Non c’è più dialogo con il cielo? Con la dorata meraviglia dell’ascesa alla purezza, al bello interiore ed esteriore, al καλός καὶ ἀγαθός? Dal nostro mondo involuto si intravvedono solo barlumi scomposti di eternità. Apollo è caduto dal carro del sole, sbriciolatosi sorvolando gli uomini, e ora l’anima eterna non è che un’osservatrice muta e stanca, disapprovante. Da un metaforico finestrino la scorgiamo immobile, mentre noi scorriamo via.

“Efficacia non verbale”

Nell’intersecarsi di dorato e azzurro, colori angelici per eccellenza, un dipinto di una forza potentissima. Fasci delineati di colore come onde laser percuotono l’invisibile. In particolare dalla bocca serrata del viso asessuato, vagamente androgino, scorre un’energia fortissima e arcana – è un Eolo che non soffia, ma crea lo stesso scompiglio – che squarcia l’oscurità, contrappunto dualistico al lucore da cui origina il volto. E’ una disperata ricerca di attenzione di un mondo luminoso che si trova a galleggiare nelle tenebre? L’occhio è carismatico e per certi versi tremendo. Forse la parola, strumento dell’uomo e non della natura, non basta, occorre una forza interna e disumana per superare l’infinito buio. 

Questi sono due esempi della poetica visiva della pittrice Maria Rosaria Iacobucci, che alterna quadri materici e astratti a ritratti. La forza della sua arte pittorica trae nutrimento dal sapiente uso del colore e dall’energia sprigionata dalle sue forme, quasi occhi di ciclone che come big bang si espandono sulla tela e creano emotive onde concentriche, che quasi inghiottono dentro. Mistero e prorompenza si alternano in un gioco classico e moderno, tra mondi apollinei e cupezze sotterranee, in una dicotomia moderna tra spirito e materia, tra classicità e modernità. Un corto circuito inconsueto che rende la Iacobucci una delle voci pittoriche più originali degli ultimi anni”. 

Se ti dicessi di pensare ad un artista del passato, chi sentiresti più vicino al tuo essere?

Dovrei elencare una infinità di artisti, pittori e scultori. Amo Caravaggio, Botticelli, Bernini, Canova, Velasquez,  Picasso ecc. ecc.

In questi anni come pittrice hai partecipato a diversi eventi. In tal senso, hai consigli da dare a chi ha talento artistico e vorrebbe emergere come te? 

Dipingo da molti anni, con il mio carattere riservato non è stato semplice espormi, è stata una  vera “violenza autoindotta” . Oggi sono veramente felice di aver avuto coraggio, invito a farlo! 

Sogni nel cassetto per il tuo futuro artistico?

Sogno di essere ispirata da eventi positivi, nella capacità di riportarli sulla tela ed auspico di essere all’altezza delle situazioni che, eventualmente in futuro, si presenteranno.

Grazie per il tempo che ci hai concesso.. Invito i lettori a scoprure questa interessante pittrice a partire da sabato 29 settembre ore 18.00 presso l’Auditorium Al Duomo in via de’Cerretani a Firenze!