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Fata Morgana – Simona Uberto

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Fata Morgana una personale di  Simona Uberto Vimercate – Lo Spazio heart riapre dopo la pausa estiva, inaugurando il suo ottavo anno di attività, con una personale di Simona Uberto.

L’artista presenta allo Spazio heart i lavori della serie Fata Morgana, la sua ricerca più recente. Le nuove opere rappresentano un notevole cambio di passo nella produzione della Uberto che, pur senza perdere di vista la sua inconfondibile cifra stilistica e la coerenza del percorso, ha intrapreso la via di una riflessione sulla riproducibilità del vero e sul potere dell’immaginazione.

Fino a oggi la Uberto aveva raccontato soprattutto la città, o meglio: la gente della città. Nei tracciati regolari degli impianti urbanistici aveva incorniciato attimi di vita quotidiana cristallizzati in immagini nelle quali il tempo pare essersi fermato, istanti di vita eternati nella gabbia visiva di in uno spazio geometrico circoscritto. L’uomo comune – la “gente” – diventa inconsapevole protagonista nella banalità delle sue azioni quotidiane: uno, dieci, cento persone, individui che compongono realtà multiformi e incontrollabili, quelle che popolano i marciapiedi, le piazze, le strade delle nostre città. Con notevole disinvoltura Simona passava dalla fotografia, all’installazione, alla scultura, talvolta mescolandone i linguaggi, restando se stessa, riconoscibile e coerente. E riconoscibile e coerente lo è anche oggi, in questa sorprendente nuova serie di lavori che, sebbene a un primo sguardo paiano segnare una svolta repentina nella ricerca dell’artista, ne approfondiscono invece ulteriormente il tracciato, evolvendone il pensiero verso territori molto interessanti.

Secondo la definizione da dizionario, la Fata Morgana (o fatamorgana) è un “fenomeno di miraggio che si presenta talora a chi dalle coste calabresi dello stretto di Messina guardi verso le vicine coste sicule: consiste nell’apparizione al disopra del mare, o in seno a questo, di fantastiche e mutevoli costruzioni di torri e pinnacoli, che la fantasia dei poeti ha immaginato essere dimora della leggendaria fata Morgana. Per estensione il vocabolo si impiega anche come sinonimo di miraggio, in senso generico”.

Sono miraggi, dunque, non paesaggi, quelli che hanno sostituito le rassicuranti e famigliari geometrie urbane delle opere precedenti. E come tutti i miraggi, anche questi di Simona Uberto ci traggono in inganno, illudendoci di essere paesaggi reali.

A un primo sguardo vediamo cieli, vediamo nubi, vediamo prati. Vediamo silhouette di grattacieli e skyline metropolitani. Vediamo parchi e laghetti, luoghi riposanti e apparentemente famigliari. Sia-mo colti dalla fascinazione della tecnica di stampa, dalla qualità tattile del supporto metallico… e ci lasciamo cullare da questa sensazione di tranquilla normalità. Ma è solo questione di un attimo. Poi il nostro occhio – organo impreciso, che procede per convenzioni e deduzioni sommarie – cede il passo alla ragione e si arrende all’evidenza. Non c’è nulla di normale in questi paesaggi. Il mondo così come lo conosciamo pare essere stato sovvertito: nuvole al posto dello specchio d’acqua di un laghetto, palazzi in cielo e prati a testa in giù. Le nostre certezze vanno a rotoli e noi proviamo ciò che René Magritte definiva “l’attimo di panico” necessario per apprezzare un’opera d’arte”.

(estratto dal testo di Simona Bartolena in catalogo)

Inaugurazione: domenica 16 settembre, ore 18.30

Orari di apertura
Sabato e domenica dalle 16.00 alle 19.00
E in occasione degli eventi in calendario

Per informazioni:
associazioneheart.it
[email protected]