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La pittura tra sogno e anima.. Intervista a Giampiero Murgia in occasione della collettiva “Immagine e materia: visioni contemporanee”: dal 19 Maggio a Milano presso la 809 Art Gallery.

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Nell’ambito della collettiva “Immagine e materia”, che si terrà dal 19 al 27 maggio 2017 presso la 809 Art Gallery di Milano, presentiamo l’artista Giampiero Murgia che in tale esposizione presenterà due opere.

Giampiero permettici di conoscerti meglio.. Quando hai scoperto il tuo amore per la pittura?

Ancor prima della pittura nasce l’amore per i colori e per la luce che li rivela e poiché il primo amore non si scorda mai, credo cresca nel tempo il desiderio di ricerca inconsapevole del proprio nucleo originario, che si esplica attraverso la creatività, la possibilità, cioè, di esprimere i sentimenti e le emozioni in quelle che sono le modalità d’arte più confacenti alle proprie inclinazioni nel sensibilizzarsi al loro fascino… pittura, lirica, musica, etc.. Nel mio caso penso che la passione per la pittura, in particolare, mi abbia accompagnato da sempre; l’ho concepita sin dall’inizio come un momento di massimo raccoglimento, di liberta assoluta, vissuta con riserbo. Non credo di esagerare usando il termine di… “timore reverenziale”.

Il “Murgi” artista ha acquisito però maggiore consapevolezza e fiducia in sé stesso in età matura..cosa ti ha spinto a riprendere in mano i pennelli?

Beh! Questo però è proprio un domandone! Sai.. un giorno me lo chiesi e provai ad indagarmi per capire il senso delle cose che accadono. Provai a scrivere qualche pensiero e alla fine ne usci un capitolo di 100 pagine che poi destinai ad un libro. Lo intitolai la personalità del bozzetto ma non chiedermi di sintetizzartelo… se vorrai approfondire, naturalmente potrai leggerlo! :) Posso dirti di credere senz’altro agli eventi sincronistici. Nel corso della mia vita me ne accaddero diversi e tra questi ne annovero alcuni molto personali che affondano le loro radici nella sofferenza più profonda dell’anima, Mi scatenarono una vera febbre per l’arte vissuta, ricercata, ritrovata, espansa; una febbre che dura ormai da qualche tempo sempre costante e che mi ha condotto poi a fare quello che considero un vero e proprio outing: capii fosse uno dei modi più veri per comunicare e condividere con le anime più affini. Fu così che decisi di aprirmi, per meglio conoscere e farmi riconoscere come anima nuda, finalmente libera da ogni pregiudizio e contaminazione: un atto che sentii dovuto verso me stesso perché per me era il mio modo di ricercare il trascendente e di percepirne la sua presenza… Direi, basta così, se no rischio di tediarti. Comunque, non averne a male se ti dico che.. ma è solo per farti sorridere.. “si riprendono in mano i pennelli per pitturare casa perché per dipingere si usa il cuore e l’anima”. Perché vedi… l’uso dei pennelli penso sia poi incidentale alla fine: spesso occorre perfino liberarsene; il desiderio di eliminare qualsiasi cosa che si frappone con la tela è sempre forte e latente….e le mani, spesso, arrivano dove nessun pennello sarebbe in grado di sconfinare…       

Alla collettiva “Immagine e materia” presenterai, “Alter Ego” e “Il giardino dei Gelsi”.. raccontaci un po’ come sono nate e cosa rappresentano:

Detesto chi compiace ma non posso non ammettere di aver trovato il tema della mostra molto interessante perché immagine e materia per me simboleggia un progetto ambizioso e cioè il portale da varcare, in qualche modo, per immergersi nei meandri dell’inconscio, dei simboli, dell’oltre l’apparenza del comun intendere. E’ per questo contesto che mi sarebbe piaciuto potessero trovare spazio, un riconoscimento di vicinanza per così dire, alcuni dei miei quadri e due in particolare: il Giardino dei Gelsi e Alter Ego. E ti ringrazio per aver scelto proprio questi due. Inizierò con il Giardino dei Gelsi: poiché credo che qualsiasi sfumatura dell’esistenza umana possa essere eletta a soggetto d’arte, ho pensato di trattare il tema di amore ed eros attraverso un immaginifico scenario. Il gelso è un frutto dolce che appartiene alla catena alimentare che porta alla creazione finale della seta… mi è apparso come un simbolo alchemico. La fase più importante è stata quella dello studio preparatorio. Le scelte in termini di ambientazione, di distribuzione delle cromie, di dislocazione figurativa, dei movimenti e delle simbologie sono state funzionali alla creazione di un’atmosfera di quiete incantata un po’ bordeline tra la fiaba e il vissuto. Doveva comunque prevalere il buon gusto perché  l’obiettivo era quello di riuscire a sublimare i concetti per elevarli a poesia. E poiché per me un dipinto deve poter emozionare e suscitare degli interrogativi, ho voluto conferire la centralità ad un simbolo che incarna madre natura rigogliosa dei propri frutti. E madre natura è per me donna… una donna il cui sguardo si staglia nei blu dell’inconscio e nel verde e questo proprio perché è nel verde che il mare che si ha dentro si fonde col sole. Questo simbolo centrale propone all’interlocutore più attento e più interessato un rebus senza lettere… è l’allegoria della frutta attraverso il quale esprimo la mia idea di amore ed eros.

Giampiero Murgia – Il giardino dei gelsi

Concludo il mio commento al dipinto illustrandoti il senso della composizione della frutta: …quando l’ammaliante donna porge le accoglienti grazie del suo sinuoso fianco (pera) alle carezze lievi dello spavaldo navigante a prua (banana), così come la rada di sottovento dispensa ristoro agli estenuati natanti, s’apre il sipario delle meraviglie della natura con le sue creature che vanno in scena come ampolle di luce pronte a sprigionare le loro riserve di sole (uva). Ed è in quell’istante magico di silenzio denso di parole mai espresse che la pianura diventa monte rigoglioso di bellezza, colorandosi del rosso più ardente sul far della sera per la bramosia dell’attesa (melagrana). Cosicché il fuoco divampa dallo scrigno di perle come raggi di sole di un mezzogiorno d’estate (mandarancio) mentre avvolge i loro cuori in un turbinio di passioni (frutto della passione) evolvendo quella simbiosi in mistica fusione (cuore in cuore). Ed è allora e solo allora che l’uomo avverte di piacere nella sua profonda e più celata dolcezza (fico), manifestando la sua ossequiosa gratitudine e concedendosi senza più freni all’intimità ancestrale più vera. Ed ecco che, come in un gioco delle perle di vetro, quel sentore cosmico dischiude il suo dentro più protetto e più riservato (fico aperto a metà con polpa di cuore) per rendere omaggio al mistero più tangibile della creazione e della gestazione… della rinascita.  Mi è molto caro il commento al quadro del direttore del Museum Culture di Reggio Calabria, perché gli riconosco la bellezza della sintesi. Scrisse un giorno “Odori e colori sprigionano incanto offrendo alla Natura quiete e conforto”. 

Alter Ego…. mi piace abbinare questo dipinto ad un passaggio di Virginia Wolf dove scrisse “Quando siamo troppo allegri, in realtà siamo infelici. Quando parliamo troppo, in realtà siamo in disagio. Quando urliamo, in realtà abbiamo paura. In realtà.. la realtà non è quasi mai come appare”. Una donna viene rappresentata nelle tre modalità: come crede di apparire, come appare di fatto, come si sente in realtà e vorrebbe essere percepita. Se vuoi una trasposizione del dipinto in lirica, lo commenterei con una breve storiella:  “lei era bella, appariscente ma sapeva di essere molto di più. Sapeva di percepire il tutto intorno in un modo così speciale, così raro, così profondo, così riservato… il suo modo. Si sentiva nel suo intimo come un numero primo e tutto le appariva così distaccato… quasi soffocante, così vuoto di senso. Ma poichè nulla succede per caso, incontrò un bel giorno chi sapeva scorgere quel mare sconfinato del suo dentro… e finalmente vide… vide il suo oltre riflesso in due occhi ed un semplice sorriso. Perdutamente si inabissò per risorgere primula in quel fresco mattino della primavera mai scorsa.”

Dal momento che il tuo mondo è costituito, da diverse passioni, dalla pittura, alla poesia, alla scrittura, alla musica ecc., attraverso le quali esprimi le tue più profonde emozioni, consentimi in ultimo di considerarti anche come poeta, com’è giusto che sia visto che anche in quel settore, hai ricevuto notevoli apprezzamenti da parte del pubblico e della critica. Quale poesia consideri più rappresentativa tra quelle che sino ad oggi hai composto? Allegaci pure qualche verso… 

Vedi… secondo me esiste solo la poesia perché la pittura, la musica ecc. sono, in realtà, le sue modalità espressive. Arrivo a dirti che per me la forma più elevata è la poesia di vita, è il vissuto in poesia, nella ricerca della bellezza, verso gli altri e verso se stessi. E credo che ogni lirica, in senso stretto, nasca da un istante di grazia… penso sia un dono che si riceva. Ad ognuno è dato il compito di ascoltare quella voce interiore che ogni tanto ci parla e quando succede è davvero una magia che a volte fa venire i brividi…. Forse quella che sento di più sotto questo profilo è quella che ho dedicato a tutti gli artisti o aspiranti tali, scritta il giorno di Natale… 80 % in aereo nel volo Milano-Cagliari e in riva al mare. S’intitola…

POETI

Tempo non crea 
ciò che l’etá ci dona
e sfuoca
mangrovie di gramigne
di effimero delirio 
che fatti non fummo
per traccia non lasciare
l’animo mio
ascolta e tace.

Frastuoni e chiacchericci
rifuggono i poeti
indomiti e assorti nel vedere
ciò che la vista
il guardar loro non appaga
che fatti non fummo
per fermarci ignavi e sordi nell’errare
nella sperduta terra confinata

Che sempre è il tempo
di seminar per i nostri figli
che tanti si possano destare
dal vuoto di senso condannati
per colpa grave ignari
del velo d’occhi vacui.

Lasciateci cullare nell’oblio
e che l’istante volesse esser eterno
e il sogno non sfumare nel reale
per una volta ancora
di fragori
di mari tra le stelle.

Semplici poeti lor sono
ai cuori e all’anima si volgono
come esseri venuti in questo mondo
da altro forse provenienti
ma non lontano
dimora del nostro essere profondo.

(25 dicembre 2015)

Grazie Giampiero per questa bellissima intervista.. Invitiamo i lettori a seguirti sulla pagina facebook: https://www.facebook.com/MURGICREATIVITY/ e per chi si trovasse a Milano consigliamo di non mancare venerdì 19 MAGGIO ore 18.30 all’inaugurazione della mostra “Immagine e materia: visioni contemporanee” (809Art Gallery Via Bergamo 1)