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“Immagine e Materia”: intervista all’artista fiorentino Michele Berlot in occasione dell’esposizione presso la 809 Art Gallery

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Nell’ambito della collettiva “Immagine e materia”, che si terrà dal 19 al 27 maggio 2017 presso la 809 Art Gallery di Milano,proviamo a conoscere meglio Michele Berlot che in tale occasione esporrà “La tempesta perfetta” e “L’ultimo approdo”. 

Michele Berlot, La tempesta perfetta

 

Michele, permettici di conoscere meglio l’artista che è in te… Quando hai scoperto la tua passione e come ha avuto inizio il tuo percorso artistico?

Ho sempre avuto una passione “artistica”, anche se il percorso di studi che mi ha portato a essere architetto è stato prettamente tecnico. Gli strumenti della professione (i programmi con cui lavoro quotidianamente) mi hanno consentito di iniziare ad “uscire dal guscio”, realizzando opere in grafica digitale. Da lì il passo è stato relativamente breve: sono prima intervenuto “a mano” sulle realizzazioni in digitale, poi ho ripreso a disegnare sulla carta, fino a cimentarmi con tele e pennelli.

In questa esposizione presenterai “La tempesta perfetta” e “L’ultimo approdo”, due opere che ben interpretano questo rapporto tra immagine e materia. Spiegaci come le hai realizzate e cosa vorresti trasmettere attraverso di esse.

L’ho scritto e detto spesso: non mi definisco un pittore, perché non ho fatto studi accademici e adotto tecniche che non necessariamente si ispirano al concetto di pittura, come siamo abituati a intendere. Mi piace molto l’effetto materico che spesso creo con sovrapposizioni di gesso, colore, intonaco e colla, o utilizzando (come nel caso dei due dipinti in mostra) una base di carta che incollo e coloro direttamente sulla tela. Esprimo nei quadri i miei stati d’animo e quindi può accadere che, “magicamente”, realizzi un’opera in un lasso di tempo relativamente breve, oppure avviene anche che raggiunga l’equilibrio che cerco, dopo numerose sessioni di lavoro. In ogni caso, tecnicamente è un lavoro che non può essere accompagnato dalla fretta, poiché richiede tutto il tempo necessario alle “asciugature” delle successive sovrapposizioni. Di solito sono condizionato da immagini o ricordi, ma lo percepisco verso la fine del lavoro; inizialmente, infatti, mi approccio alla tela bianca senza un progetto prestabilito. Per questo anche il formato che uso in genere è il quadrato, poiché mi permette di lavorare liberamente, senza una direzione o un verso preciso. Per lo più, i miei quadri hanno come riferimento l’acqua o il cielo, che alternativamente mi piace rappresentare in pieno fermento o quieti.In sintesi, le due opere che porto alla mostra hanno come soggetto l’acqua di un mare agitato. “La tempesta perfetta” credo sia un titolo che rappresenta bene quanto realizzato e, nonostante si possa parlare di “informale”, è uno dei miei quadri che più tradisce una matrice figurativa; e quindi onde, mare in burrasca, risacca e forse anche l’accenno a qualche animale marino. Ne “L’ultimo approdo” mi stimolava molto l’idea che, pur in un mare infinito, si potesse trovare una lingua di terra in cui rifugiarsi: è una metafora di vita.

Michele Berlot, L’ultimo approdo

Cosa accade nel momento magico in cui ti accingi a creare le tue opere? Riesci a descrivere le sensazioni, i pensieri che ti passano per la mente in quel preciso istante?

Mi sento esattamente nel mio “centro”. E per questo sono assolutamente disposto ad accettare i tempi necessari, anche i fallimenti, perché sono certo che alla fine è proprio il quadro che ti indica la strada per la sua realizzazione. Quindi: fermento, gioia, passione. Ecco “passione”, una parola che purtroppo si utilizza molto raramente nei confronti del proprio lavoro. Ma davanti a una tela bianca, nel mio studio, circondato dagli odori e gli attrezzi, che piano piano mi sono diventati così familiari, è il termine che descrive esattamente ciò che si muove dentro di me.

Progetti per il futuro? Quali altre manifestazioni artistiche dovremo aspettarci da te?

Movimento, condivisione e confronto: sono gli aspetti più belli di questa parte così importante della mia vita. Quindi muoversi sempre, cercare anche strade nuove, sperimentare, per poi giungere a condividere il proprio lavoro con altri, spinti magari da ragioni diverse, e arrivare al confronto: con il pubblico, la critica e soprattutto, come dovrebbe accadere sempre, con se stessi. A breve, tre miei quadri partiranno insieme a quelli di un gruppo ristretto di artisti per un tour espositivo in Russia – in sedi istituzionali e Gallerie d’Arte tra San Pietroburgo e Mosca – organizzato dall’Associazione Culturale Qualitaly.

Ti ringraziamo per il tempo che ci hai concesso.. Vi invitiamo a seguire Michele Berlot attraverso il suo sito personale https://www.micheleberlot.com/ e per chi volesse visionare dal vivo le sue opere vi aspettiamo a Milano dal 19 Maggio presso 809 Art Gallery!