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I LOVE ITALY – ROMA presenta l’artista Francesca Patanè, tra i protagonisti presso Spazio40, nel cuore di Trastevere, della collettiva che promuove i talenti italiani!

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Nell’ambito della collettiva I LOVE ITALY che sarà inaugurata presso la galleria Spazio40 sabato 28 aprile, siamo lieti di conoscere Francesca Patanè che in tale esposizione presenterà due opere su tela. 

Francesca, benvenuta in questo spazio dedicato agli artisti emergenti! Permetti ai nostri lettori di conoscerti meglio. Quando e com’è iniziata la tua passione per l’arte?

Ti ringrazio Francesca per il benvenuto e per l’opportunità concessami di partecipare a questo speciale evento che è la mostra I Love Italy. Ritengo che l’arte come forma di linguaggio sia innata in ogni essere umano: è il primo mezzo di comunicazione che utilizziamo da bambini per esprimere i nostri problemi, i sentimenti, le emozioni, i conflitti. Un linguaggio istintivo, immediato e soprattutto, universale. Con l’età adulta, complice il percorso scolastico, generalmente ci lasciamo sopraffare dalla ragione che ci porta ad analizzare la realtà esclusivamente come causa ed effetto di concatenati processi. E ci dimentichiamo di ammirare, termine che proviene dal latino admirari cioè “guardare con meraviglia”. Forse ho iniziato a dipingere proprio quando ho dato ascolto alla mia esigenza istintiva e innata di ammirare la realtà come quando ero bambina e di esprimerne, appunto, la meraviglia attraverso il disegno e i dipinti. 

Che cos’è per te la pittura: la capacità di dare origine a un’immagine già dentro la tua mente o una spontanea espressione del tuo estro?

Direi entrambe le cose. Attraverso i miei quadri io cerco di raccontare: principalmente racconto di me, delle mie passioni, dei miei sentimenti e delle mie sensazioni. Alle volte nasce un pensiero che poi diventa idea prendendo forma in un’immagine che “desidero” riprodurre su una tela. Il desiderio diventa ossessione che si esaurisce quando l’opera è finita. Altre volte il percorso è inverso. Parto da immagini raccolte nella mia quotidianità ed arrivo all’idea.

In ogni caso, ad una prima fase ragionata segue quella del puro estro che deve necessariamente esprimersi. Non a caso si usa il termine “estro” che per gli antichi romani indicava i mosconi. La mente dà vita ad un tafàno molesto che ti lascia in pace solo quando gli hai dato voce.  

In questi anni come pittrice hai partecipato a diversi eventi. In tal senso, come vedi il mondo dell’arte oggi e cosa ti sentiresti di consigliare a chi come te possiede un talento artistico?

Uno lo abbiamo vissuto insieme sempre qui a Roma nella collettiva Semplicemente Donna nel 2016, che io ricordo con estremo piacere. 

Credo sia cambiato il modo di concepire l’arte. Penso che il mercato dell’arte negli ultimi decenni abbia contribuito alla generazione di una società poco incline a ricevere i messaggi che l’arte, e solo questa, può trasmettere, semplicemente perché non lo trova necessario. Per la maggior parte delle persone l’unica cosa che conta è il valore economico che può essere attribuito ad un’opera… e la grandezza di un artista si misura solo in valuta corrente. È davvero triste per me che davanti a capolavori di maestri del calibro di Van Gogh, di Picasso o di Monet l’attenzione del pubblico venga concentrata verso le quotazioni economiche piuttosto che su quelle emozionali delle opere. Ed è ancora più triste che queste rigide regole del mercato vadano ad influire la produzione artistica di artisti contemporanei che alla ricerca del sentimento e dell’emozione antepongono quella di ciò che si vende meglio. Io auspico un ritorno alle origini, all’arte che parla direttamente al cuore della gente senza interlocutori. Gli artisti tutti, dal più osannato al più umile, dovrebbero avere il coraggio, ognuno con il proprio linguaggio, di rappresentare ciò che sentono veramente e non quello che gli altri più facilmente sono disposti a pagare a caro prezzo per averlo. I guadagni devono essere subordinati  alla creatività e non viceversa… 

Francesca Patanè – Numeri primi

In questa collettiva esporrai due opere: “Numeri Primi” e “Silenzi”… Ti va di raccontarci come sono nate e cosa ti piacerebbe trasmettere attraverso di esse?

In realtà preferisco ascoltare cosa i miei quadri raccontano agli altri senza suggerimenti da parte mia. Comunque, entrambi sono da riferire al senso di smarrimento e solitudine, di isolamento autoindotto che è tipico dell’adolescenza, infatti i soggetti ritratti sono tutti adolescenti, ma che ci troviamo a rivivere in età adulta in diverse occasioni e per diversi motivi. Come un esilio volontario dai nostri simili che utilizziamo come forma di difesa e di attacco di noi stessi. Un imprescindibile distacco dal nostro contesto che, se ne troviamo la forza, ci permette di risorgere dalle nostre stesse ceneri, come l’araba fenice. 

Francesca Patanè – Silenzi

L’esposizione I love Italy vuol celebrare il nostro Paese e la creatività degli italiani, lanciando un messaggio positivo in un’epoca fortemente complessa, affinché questo paese possa ripartire proprio dall’arte, che continua a sopravvivere nonostante le avversità. Proprio per queste ragioni abbiamo voluto concepirlo come un progetto mostra itinerante, cercando così di sensibilizzare un numero sempre maggiore di individui. Qual è il tuo pensiero e cosa pensi di poter fare nel tuo piccolo, attraverso la tua arte? 

Sono davvero onorata di partecipare ad un progetto che celebra il mio amato Paese e la straordinaria quanto innata creatività dei suoi abitanti e di nuovo ti ringrazio dell’opportunità concessami. Considerato il clima di intolleranza, di scetticismo, di menefreghismo che stiamo tutti vivendo credo che l’unico punto di partenza possa essere l’arte perché solo con questa che non ammette intolleranze, si abbattono barriere e si vince sui pregiudizi. La Bellezza salverà il Mondo. Nel mio piccolo, piccolissimo, spero di continuare ad avere cose da dire da ritrarre nei miei quadri e auguro a me stessa di continuare a sentirmi profondamente appagata ogni volta che saprò di essere riuscita a parlare all’anima di qualcuno.

Prossimi obiettivi?

Prossimi obiettivi: I Love Italy, la mostra itinerante.

Grazie Francesca per il tempo che ci hai concesso.. Invitiamo i nostri lettori a scoprire questa talentuosa artista presso la Galleria Spazio40 a Roma sabato 28 aprile. Vi aspettiamo!