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I LOVE ITALY! A Milano presso la galleria Spazioporpora Andreea Ioana Dorneanu e l’arte sartoriale come ponte fra le culture del mondo…

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Nell’ambito della collettiva I LOVE ITALY che si terrà presso la Galleria Spazioporpora  di Milano dal 7 al 13 novembre 2017, siamo lieti di conoscere Andreea Ioana Dorneanu che in tale esposizione presenterà tre abiti e un piccolo dipinto.

Andreea, che piacere ritrovarti.. Era il  2015 quando ti presentavo per la prima volta ad una delle collettive da me curate… “Semplicemente Donna” era il titolo di quella mostra e tu esponevi  un progetto di ben 10 disegni.. Come ricordi quell’evento?

Firenze, dicembre 2015, Galleria Simultanea Spazi d’arte…un bellissimo ricordo per diversi motivi, tra i quali l’emozione della mia prima mostra d’arte, segnato dal particolare momento di crescita personale a  livello di consapevolezza della mia necessità di espressione a livello artistico. In occasione della mostra compivo 30 anni, che per una donna è l’età della fioritura, il momento in cui ci si accorge del proprio valore come DONNA. Tutto questo mi aveva ispirato a creare una serie di dipinti che valorizzavano la donna come essere completo, non solo come figura fragile nella società, ma come figura forte e tenace, nonostante la sua delicatezza. Ecco perché ho accompagnato le mie opere a personaggi femminili di successo che si sono battute per conquistare un pezzo storia, riservato un tempo esclusivamente al mondo maschile come l’aviazione, la scienza, la medicina, i motori, la fotografia…L’evento era in occasione della “Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne” ed ho voluto ricordare che una donna non è inferiore ad un uomo, ma bensì lo completa, anche se a volte viene soppressa proprio da quelle braccia forti che dovrebbero proteggerla.

Sguardo di donna : una delle opere esposte da A. Dorneanu a Firenze nel 2015

In un’intervista di tanto tempo fa mi dicesti che il tuo sogno un giorno sarebbe stato quello di approfondire e coltivare la passione per l’arte sartoriale… Oggi che questo sogno finalmente lo realizzi, esponendo addirittura i tuoi abiti in una collettiva d’arte, cosa provi e quali altri obiettivi ti poni per il futuro?

Così come avevo accennato in quella intervista, il mio futuro lo vedevo a due vie parallele che viaggiavano verso la stessa metà, un futuro artistico-professionale. Ho coltivato la passione per la sartoria come arte, creo i miei capi di abbigliamento con passione cercando di trasmettere un messaggio artistico-culturale. Il mio non è un semplice mestiere o perlomeno non voglio che lo sia… Voglio tramandare l’arte delle tecniche antiche di sartoria artigianale attraverso i miei capi, cercando di impreziosirli con i miei dipinti a mano oppure inserendo particolari di altre culture realizzati da mani di artigiani che utilizzano la mia stessa passione per il loro mestiere e tutto questo mi fa sentire orgogliosa dei miei capi… ecco perché li chiamo “capolavori”.

Per un’artista il contatto con la tela e i pennelli è vitale; una valvola di sfogo per liberarsi dalle ansie della vita di tutti i giorni.. Quali sono invece le sensazioni quando progetti e crei un abito ? 

Per me lavorare a un quadro o ad un vestito è la stessa identica cosa per quanto riguarda la tranquillità che ottengo, entrambe per me sono attività distensive. La differenza sostanziale sta nel fatto che un quadro non lo decido, mi faccio guidare dalle emozioni, dall’inizio alla fine e quindi manca di progetto, a differenza di un capo di abbigliamento al quale devi crearti le basi, il bozzetto, il carta modello, il posizionamento sul tessuto…ma tutto questo lo trovo stimolante e allo stesso tempo riesco a sfoggiare la mia creatività. Preferisco le tecniche manuali tradizionali di cucitura proprio perché in questi passaggi ho la possibilità di distaccarmi dalle ansie, le mani lavorano e la mente viaggia verso nuovi orizzonti. La mia indole è frenetica e questo mestiere mi ha aiutato a colmare proprio quei momenti di eccessiva ansia che la vita porta con sè. Ecco perché la pittura e il cucito manuale lo consiglio vivamente proprio per chi sente la necessità di staccare…può fare parte della propria vita come una valida forma di meditazione.

Andreea a lavoro nel suo atelier

In questa collettiva presenterai tre abiti nei quali hai inserito pezzi di tessuti provenienti da diversi Paesi. Vuoi spiegarci qualcosa in più su come li hai realizzati e soprattutto il messaggio che vorresti trasmettere attraverso di essi?

Premesso che amo le tecniche di alta sartoria italiana artigianale, apprese in una scuola di taglio e cucito a Torino e che voglio trasmettere nei miei abiti, cercando di utilizzare il più possibile tessuti naturali e tinture eco-sostenibili come può essere la colorazione al Goji Italiano Bio, progetto, allo stesso modo amo l’artigianato di tutto il mondo. Sono una persona molto curiosa e attratta dalle altre culture, perché desidero conoscere le persone, le loro abitudini, i loro pensieri…osservare e imparare dal mondo circostante e creare legami professionali e di amicizia, come con lo stilista ricamatore El Hadji Anne che produce artigianalmente la sua collezione di abbigliamento ELZO Collection in Dakar impreziosita dai suoi ricami, oppure con la creatrice di vestiti per festival Hwang U Seon che realizza le sue creazioni sartoriali Fang-style in Giappone. Questa è un’opportunità di arricchimento sia personale che a livello professionale.

 

L’esposizione I love Italy vuol celebrare il nostro Paese e la creatività degli italiani, lanciando un messaggio positivo in un’epoca fortemente complessa, affinché questo paese possa ripartire proprio dall’arte, che continua a sopravvivere nonostante le avversità.. Qual è il tuo pensiero a riguardo e cosa pensi di poter fare nel tuo piccolo, attraverso la tua arte, sia essa moda o pittura?

Io ho la doppia cittadinanza, romena-italiana, ho vissuto metà della mia vita in Romania e l’altra metà in Italia, eppure mi sento parte del mondo. La mia casa è ovunque, ovunque mi porterà la vita, ecco perché non ho difficolta ad inserirmi, perché considero tutte le persone uguali, anzi tutte le persone hanno qualcosa da insegnarmi, nel bene e nel male.

L’Italia è un paese che riesce a sopravvivere proprio perché detiene la cultura della condivisione, nonostante possieda già tutto quello che le servirebbe per vantarsi e crearsi degli alti muri verso gli altri. Questo modo di fare dell’Italia secondo me da una parte la può danneggiare ma dall’altra la arricchisce, perché il detto che chi da riceve è una scienza ormai approvata. Essere aperti verso altre culture a me ha permesso di imparare il mestiere della sartoria Italiana e portarlo avanti magari alle nuove generazioni; questo mi rende orgogliosa di abitare in un paese che non solo possiede l’arte ma è pronto a condividerlo a chi lo apprezza e desidera tramandarlo. 

Grazie per il tempo che ci hai concesso.. Invitiamo i nostri lettori a scoprire questa straordinaria artista e le sue creazioni presso la Galleria Spazioporpora dal 7 novembre 2017.. Vi Aspettiamo!!