MAX BI

Si è inaugurata sabato 8 settembre ed è in allestimento sino al 12 ottobre da Colossi Arte Contemporanea (Brescia-Corsia del Gambero, 16) Crittografie, personale di Max Bi (al secolo Massimiliano Battagliola). In mostra tele e sculture della più recente produzione. Sono rimasta colpita dall’apparente cambio di rotta dell’artista: non più le irriverenti tele pop cui ero abituata (con le icone dei cartoons spesso in gabbia), ma sculture e tele che del pop conservano il colore e sicuramente la forza, ma che paiono figlie di tutto quell’informale storico che è nel DNA della ricerca artistica europea. Come “antichi” sono l’affresco, la iuta, il graffito e le scritture nascoste che vanno decifrate…

Max Bi d’altronde è sicuramente un eclettico e aveva iniziato fin da giovanissimo a sperimentare le tecniche più disparate, passando con disinvoltura dalla proiezione dell’immagine su tela emulsionata a graffiti tribali composti con addensamenti di sabbia, quarzite e polvere di alluminio, dai grafismi calligrafici dei writers a stencil o con la bomboletta spray al collage. Eppure questo non è un ritorno alle origini, quanto piuttosto un personale sincretismo che trova spiegazione nella parola “semplificazione”. “Ho bisogno di semplificare” mi ha detto Max Bi il giorno della vernice vedendo la mia aria interlocutoria su questo cambio di scena, e allora ho capito che, pur lontane apparentemente anni luce, queste barre ritorte che animano le sue sculture e i grafismi delle tele, altro non sono che le griglie ortogonali che regalavano prospettive frammentate ai suoi paesaggi urbani nel 2007 o le gabbie in cui erano imprigionati i suoi personaggi nelle opere del 2017. Sì perché a ben pensare i protagonisti delle sue tele pop non sono Diabolik o la Pink Panther, ma la gabbia e il sogno di libertà che tutti gli uomini accomuna. Così le gabbie prima mimetizzate da una visione spesso banale e distorta, qui si sciolgono nella scultura, senza certo dimenticare quel tormento che le ha rese gabbie, e nelle tele si fanno strada tra il cemento con la speranza del colore, memori dei giorni scanditi come graffi sul muro. Rimane il dubbio di cosa abbia ispirato questa ricerca: quanto l’ottimista sensibilità dell’uomo/artista quanto le dolenti riflessioni del professionista abituato a confrontarsi con le oscurità dell’umano pensiero (Massimiliano Battagliola è uno stimato avvocato penalista). Lo chiederò sicuramente al prossimo vernissage…

Crittografie

Max Bi

a cura di Guendalina Belli

Colossi Arte Contemporanea

Brescia- Corsia del Gambero, 16

Da martedì a sabato 10-12 e 15-19

Domenica su appuntamento.

Lunedì chiuso.

Catalogo in galleria – Artigrafiche Favia, Modugno (Bari)

Testi Guendalina Belli